Abdul Kalam, il Presidente del popolo

Avendovi parlato qualche tempo fa di Mahatma Gandhi, non potevamo fare a meno di parlarvi di un’altra grande figura della storia indiana moderna: Abdul Kalam. Di tale personaggio si sa poco e nulla, eppure, è stato uno degli autori della crescita del paese, riuscendo a riportarlo ad un sempre maggior rispetto di ambiente e tolleranza.

Abdul Kalam, dalle periferie indiane

Abdul Kalam nasce nel 1931 a Rameswaram, nella provincia di Madras. La sua è una famiglia musulmana tamil che, fino al 1914, era divenuta particolarmente ricca e benestante grazie ad un fiorente business legato ai traghetti, fallito con l’inaugurazione del ponte Pamban. Quest’ultimo, infatti, collegava isole e costa, portando la famiglia del futuro premier alla miseria più nera. Divennero così poveri che il piccolo Abdul doveva vendere i quotidiani per sfamare la propria famiglia.

Abdul Kalam

“I sogni non sono quelli che fai mentre dormi, ma quelli che ti impediscono di dormire”

La scuola gli permise però di emanciparsi, riuscendo ad eccellere sopratutto in materie scientifiche quali, ad esempio, fisica e chimica. Il suo sogno, però, era quello di entrare nell’aviazione militare, un ruolo che gli avrebbe permesso, a parer suo, di far davvero qualcosa di grande per l’India. Sfortunatamente per lui, però, si qualificò nono su otto posti disponibili, rassegnandosi così ad intraprendere la carriera di scienziato.

Il presidente del popolo

Dal 1960 al 2000 riuscì in una sfolgorante carriera scientifica, concentrata sopratutto su razzi e sullo spazio, uno dei misteri che più in assoluto lo affascinava. Fu a capo del primo lancio di un satellite dall’India, consentendo al proprio popolo di sognare finalmente le stelle. Già allora le sue qualità vennero riconosciute da tutti, tanto che venne onorato delle più alte onorificenze indiane, diventando nel 2002 il primo scienziato ad esser presidente.

Abdul Kalam

“Per i grandi uomini, la religione è un modo per fare amicizia; per quelli piccoli, uno strumento per combattere”

Durante il suo governo venne così amato dai locali da venir soprannominato “Presidente del popolo”, grazie anche all’enorme lavoro da lui fatto per creare uno stato che potesse essere, davvero di tutti. Si oppose sempre alla violenza e operò a lungo per far superare agli indiani le loro mille differenze, sia etniche che religiose, lavorando fino all’ultimo giorno per creare un’India migliore. Si spegnerà il 27 luglio 2015.

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