Gandhi, uno dei primi green leader

Mahatma Gandhi è stato il primo grande personaggio del mondo moderno a comprendere l’importante equilibrio fra anima ed ambiente, elementi anche da noi ritenuti imprescindibili. A 150 anni dalla sua nascita, abbiamo scelto di rendergli omaggio evidenziandone la storia, al fine di capire davvero il suo impatto sul mondo green.

Mahatma Gandhi

Nacque con il nome di Mohandas Karamchand Gandhi nel 1869 a Porbandar da una ricca famiglia della casta dei banchieri e commercianti. Il padre, Karamchand Uttamchand, fu addirittura primo ministro del principato di Rajkot, cosa che permise al giovane Gandhi di seguire i migliori corsi di studio, tanto da poter studiare giurisprudenza in Inghilterra. Dal 1893 al 1914 svolgerà la professione di avvocato in Sudafrica, rendendosi conto per la prima volta del razzismo di matrice britannico. Proprio in seguito ad alcuni soprusi subiti in Africa, il futuro leader si dedicherà alle prime proteste, guadagnando in breve tempo grande fama nella comunità indiana.

GandhiNel 1915 farà finalmente ritorno in patria, dove verrà accolto fin da subito con ogni trionfo. Sarà qui che Mahatma si dedicherà alla sua battaglia più grande: la nascita dell’India. Per 33 anni combatterà giorno e notte al fine di raggiungere il suo scopo, usando le armi del pacifismo e della non violenza, liberando la propria terra con l’ulivo piuttosto che con la spada. Purtroppo, poco prima di morire sarà però costretto ad assistere al massacro conseguente alla divisione fra Pakistan ed India. Il 30 gennaio 1948, infatti, proprio a causa delle sue posizioni pacifiche verso Islam e musulmani, viene ucciso da Nathuram Godse, un fondamentalista indù.

5 insegnamenti green

Gandhi fu un vero e proprio precursore di molti di quelli che, oggi, sono considerati atteggiamenti assolutamente green. Proviamo a riproporvi 5 dei suoi comportamenti che lo trasformarono anche in modello di sostenibilità.

Silenzio

Mahatma riservava almeno un giorno alla settimana al silenzio più completo, arrivando a scrivere pur di non interromperlo. Secondo la sua visione del mondo, infatti, questo lo aiutava a ricostruire la propria pace interiore, turbata dal parlare e dalle tragiche notizie del mondo. Dovremmo provare tutti a concederci dei giorni di disintossicazione, al giorno d’oggi fondamentali in un mondo sempre più rapido e frenetico.

GandhiPovertà

Una volta tornato in patria, Gandhi iniziò ad indossare solo il dhoti, veste tipica dei contadini indiani, inviando messaggi fortissimi sia ai nemici locali che stranieri. Il fatto che proprio il leader degli indiani vestisse in maniera tanto povera, fu infatti un esempio durissimi da accettare per gli amanti delle caste. L’abolizione delle differenze fra ricco e mendicante avrebbe così chiaramente favorito una maggiore coesione sociale.

GandhiIl fatto, poi, che fosse proprio un abito indiano, fece infuriare i britannici, spingendo gran parte della popolazione a non comprare più tessuti importati. Alla base del Mahatma, tuttavia, vi era un significato tutt’altro che bellicoso, radicato al contrario nel suo modo di ragionare. Egli vedeva il mondo intero sullo stesso piano, andando alla ricerca dell’essenziale e rifiutando il superfluo.

Vegetarianismo

Equiparando vita umana e animale, fu da sempre un vegetariano convinto, ricercando per tutta la vita una dieta che causasse meno sofferenze possibili agli altri esseri viventi. Sempre in tema di bestie, paragonò giustamente la vivisezione alla magia nera, rifiutando il “progresso ad ogni costo” e ponendo in primo piano l’anima piuttosto che il corpo.

GandhiDigiuno

Gandhi fu uno dei grandi sostenitori del digiuno e delle sue capacità psico-fisiche. Lui stesso praticò digiuni anche poco prima di morire, elogiandoli per la loro capacità di ricordare all’uomo la propria condizione. Mentre digiuniamo, infatti, l’anima può finalmente volare in alto, non più schiava di funzioni meramente terrene come la gola e la digestione.

Castità

Pare, infine, che Mahatma dai 36 anni fu casto anche con la propria moglie, Kasturba. Ciò va visto sempre nell’ottica di un allontanamento dal materiale, coniugato anche dal valore dell’unione sessuale. Il leader indiano, infatti, considerava il sesso come qualcosa di quasi sacro e proprio per questo non desiderava più banalizzarlo con una pratica costante.GandhiBob Marley, la storia dietro la musica. Seguiteci sulla nostra pagina Facebook e Instagram, il vostro appuntamento quotidiano con il lifestyle sostenibile.

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