Chiara Boni e “La petite robe”, la nuova collezione green

Una delle più grandi stiliste italiane si rinnova ancora una volta, ottenendo uno dei primati italiani in termini green. Chiara Boni ha infatti presentato la sua nuova collezione “La petite robe”, parte del progetto “Measuring for a sustainable future”.

Chiara Boni ed Eurojersey

La stilista fiorentina si unisce all’azienda tessile italiana Eurojersey, attiva da più di 10 anni sul fronte ambientale, per qualcosa di nuovo e mai visto prima. La collezione è infatti la prima ad aver ricevuto la certificazione europea PEF (Product Environmental Footprint), a testimonianza della grande applicazione messa in questi anni. Per “La petite robe”, in particolare, l’80% sarà in trasforming dress, filato tutt’oggi conosciuto per le sue incredibili caratteristiche.

BoniI capi da esso composti, infatti, sono estremamente elastici, resistenti e non necessitano di stiratura. 8, in particolare, gli abiti di questo tipo, scelti per come oggetto di studio per il PEF. Essi ricalcano alla perfezione lo stile della designer fiorentina, conosciuta nel mondo per abiti formali, lunghi, tute e ora i separates.

Nota di merito

Gli abiti di questa collezione, però, non finiscono di stupirci, portando in dono un’etichetta fatta per l’occasione. Oltre alle informazioni “classiche”, infatti, essa ci mostrerà anche: impronta idrica, energetica e di carbonio; non solo, l’azienda metterà anche a paragone il costo di produzione di ogni singolo capo, permettendo di farci un’idea reale del suo impatto.

BoniVerranno confrontati con la produzione di vino, pasta e di un viaggio, mettendo in luce, anche concretamente, dello sforzo che occorre al pianeta per produrre. Scopriremo, ad esempio, che per produrre un Melania Dress si consuma quanto per: 8 kg di pasta, 13 litri di vino ed un viaggio di 54 km.

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