Marevivo al Lido di Venezia

Una delle ONLUS marine più storiche ed apprezzate d’Italia sta per compiere il suo debutto sul grande schermo, peraltro in una delle città più acquatiche di tutta Italia. Alla 76° edizione del festival di Venezia sarà presente anche Marevivo e questa volta come vera e propria guest star.

“Non c’è più spazio per fregarsene”

L’associazione farà il suo ingresso con ben 2 video, il primo dei quali “Non c’è più spazio per fregarsene” che porta avanti la battaglia alla plastica monouso. Ogni anno, infatti, produciamo 300 milioni di tonnellate di plastica ed entro il 2030 si prevede che potremmo raggiungere 619 milioni di tonnellate. Negli oceani ne finiscono 13 milioni di tonnellate all’anno: è come se trovassimo 16 buste colme di spazzatura per ogni metro delle nostre coste. Purtroppo a oggi, solo il 9% dei 9 miliardi di tonnellate di plastica prodotte nel mondo a partire dal 1950, è stato riciclato. Il resto è finito in discarica, incenerito e nell’ambiente.

Una tragedia umanitaria che rischia di gravare sempre di più sul fragile equilibrio ambientale, già messo alla prova dai recenti incendi. Lo spot è diretto da Virginia Taroni, gli attori, invece, sono Maria Mantero e Guido Taroni, già da tempo attivi nel campo della sostenibilità.

“Per il mare ogni lavaggio è una tortura”

Altra campagna portata avanti da Marevivo sarà poi quella relativa a lavaggi ed impatto sul mare. Lavando abiti sintetici, infatti, si producono microfibre plastiche, molto difficili da bloccare ed in grado di avere un impatto disastroso sul mare e i suoi abitanti.

Marevivo

#stopmicrofibre

Il 40% di quest’ultime, infatti,  non viene bloccato dagli impianti di trattamento e finisce nell’ambiente naturale. Diversi studi dimostrano come ogni lavaggio liberi milioni di fibre microplastiche, particelle inferiori ai 5 millimetri di lunghezza, che vengono ingerite dagli organismi marini, entrando così nella catena alimentare. È indispensabile investire nella ricerca e nell’innovazione. Per questo Marevivo chiede l’approvazione di una legge per un’etichettatura che evidenzi i capi d’abbigliamento che contengono oltre il 50% di fibre sintetiche, e propone alle aziende di progettare sistemi di filtraggio più efficaci per lavatrici e di produrre tessuti che rilascino meno microfibre. É importante anche contrastare il problema della “fast fashion” preferendo prodotti di migliore qualità rispetto alla quantità, e porre attenzione anche ai materiali utilizzati durante la produzione (es: tessuto, filo, etichetta). Entrambe le campagne verranno trasmesse al Lido durante il festival e sarà anche possibile incontrare alcuni responsabili del progetto.

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