5 verdure dalla storia ricca e preziosa, presenti sulla maggior parte delle nostre tavole, sapranno trasformare la vostra concezione di cibo, donandogli nuove e più profonde dimensioni. Vi presentiamo: anguria, pera, fico, peperoncino e zucchina.

Anguria

La pianta dell’anguria è originaria del Sud-Est dell’Africa, luogo dove tutt’oggi cresce selvatica, andando a rinverdire luoghi aridi come il deserto del Kalahari. A partire dal II millennio a.C. venne poi coltivata anche nella valle del Nilo, luogo in cui divenne ben presto uno dei frutti centrale nella dieta degli antichi egizi. Esemplari di anguria vennero infatti ritrovati persino nella tomba del faraone Tutankhamon, certificando la sua importanza per questo popolo. A partire dal 7° secolo venne poi coltivato in India e nel 10° secolo in Cina, tutt’oggi prima in termini di produzione. Nel 961 venne poi finalmente introdotto in Europa grazie alle conquiste arabe. Questi, stregati da sapore, la introdussero prima a Cordova e, a pochi anni di distanza, a Siviglia. Sarà proprio dalla Spagna che l’anguria conoscerà una diffusione mondiale, sviluppandosi prima nell’Europa Meridionale e, con la scoperta dell’America, in tutto il mondo.anguria

Fico

Le origini di questa pianta sono da ricercare in Asia Minore, in particolare nella Caria, regione nota nell’antichità per l’imponente Mausoleo di Alicarnasso, una delle 7 meraviglie del mondo antico. Sicuramente, però, questo albero era già presente da tempo anche in Palestina, tanto che i suoi resti sono precedenti a quelli di grano e farro, alcuni dei cereali più antichi di sempre. Non a caso il fico è una delle 7 specie citate nel Deuteronomio come autoctone di Israele, cosa che chiarisce fin da subito la sua importanza e peso nel quotidiano. Saranno però i greci a diffondere questo frutto nell’intero Mediterraneo, rendendolo fin dall’antichità una delle specie più amate ed onorate dell’intera storia umana. Particolare, infine, come la sacralità verso questa pianta non si limiti al nostro mare, acquistando, anzi, un peso ancor maggiore in India. Fu proprio sotto un esemplare di fico sacro, chiamato poi Sri Maha Bodhi, che Siddhartha Gautama raggiungerà l’illuminazione, diventando così Buddha.

ficoPera

Il pyrus communis, ovvero la nostra pera “classica”, dovrebbe discendere da due diverse specie selvatiche presenti in Europa, unitesi tanto spesso da formare una nuova specie. Le prime coltivazioni risalgono addirittura a Neolitico ed Età del Bronzo, come dimostrano i numerosi resti ritrovati in grotte e siti sparsi nel nostro continente. Va sottolineato, però, che il pero è un genere di piante tanto vasto da essere presente da sempre in svariati angoli del globo. Esistono infatti specie autoctone di Giappone, Asia Centrale e Turchia, oltre alle “classiche” mediterranee, cosa che ci permette ancor di più il valore di questi sapori. Popolazioni come quelle del Caucaso, ad esempio, ritenevano queste piante sacre e per questo era severamente proibito abbatterle. Grande sfortuna per i locali, il legno di pero è da sempre uno dei più apprezzati in assoluto, specie per quanto riguarda gli strumenti a fiato.

peraPeperoncino

Innanzitutto bisogna specificare una cosa: quello che noi chiamiamo genericamente “peperoncino”, in realtà può appartenere a più specie diverse. Ne esistono infatti ben 3 famiglie: Capsicum Annuum, Capsicum chinense e Capsicum frutescens. Il “peperoncino calabrese” è una variante proprio della prima e proprio da quest’ultima partiremo per raccontarvi i pregi di questa incredibile bacca. La pianta è originaria del Messico e fa il suo esordio in Europa dopo la “scoperta” dell’America da parte di Cristoforo Colombo. Come per il pomodoro, a lungo fu considerata sopratutto per funzioni ornamentali, grazie ai suoi colori intensi ed alla sua particolare forma. Fu il senese Pietro Andrea Mattioli il primo a scriverne nel 16° secolo miccia di una trasformazione culturale pronta ad esplodere. Inizialmente, infatti, era visto sopratutto come qualcosa destinato solo ai nobili, Questo testo iniziò invece a farne riconoscere le proprietà anche al popolo, stimolandone la curiosità. Nel 1644, infatti, il napoletano Antonio Latini fu il primo ad inserire tale ingrediente in un ricettario, inaugurando un rapporto d’amore destinato a durare secoli.

peperoncinoZucchina

La Cucurbita pepo, come tutte le zucche, è originaria del Centro America, luogo nel quale venne addomesticata da secoli. All’interno di questa famiglia, però, esistono svariati cultivar/varietà diverse, adattate in base ai veri luoghi nei quali vennero poi introdotte. Il viaggio di Colombo ebbe infatti un impatto incredibile sull’economia e l’agricoltura europea, introducendo svariate di nuove specie che con il tempo sarebbero diventate addirittura autoctone; proprio come in questo caso.

ZucchinaAlla fine del 19°secolo fece infatti la sua comparsa in Italia la zucchina, variante fino ad allora sconosciuta al resto dell’umanità. Questo cultivar si diffuse in brevissimo tempo grazie al suo sapore delicato e alla sua facilità di coltivazione, tanto da entrare nei ricettari già nel 1901. Il nome “zucchini” apparve per la prima volta a Milano nel 1901, tale termine diventerà popolare sopratutto in seguito alle migrazioni italiane negli Usa, consentendogli di confermarsi nella maggior parte dei dizionari del mondo. Tutt’oggi è una delle verdure più amate in assoluto, grazie anche alla sua incredibile molteplicità di utilizzi.

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