Breve storia del peperoncino in Italia

Senza dubbio una delle spezie da sempre più amate in Italia, in grado di coinvolgere per intensità, aromi e colori. Il peperoncino è un vero e proprio must sulle nostre tavole, specie in Calabria, luogo in cui si è consacrato a leggenda.

Le origini del peperoncino in Italia

Innanzitutto bisogna specificare una cosa: quello che noi chiamiamo genericamente “peperoncino”, in realtà può appartenere a più specie diverse. Ne esistono infatti ben 3 famiglie: Capsicum Annuum, Capsicum chinense e Capsicum frutescens. Il “peperoncino calabrese” è una variante proprio della prima e proprio da quest’ultima partiremo per raccontarvi i pregi di questa incredibile bacca.

peperoncino

Peperoncini calabresi

La pianta è originaria del Messico e fa il suo esordio in Europa dopo la “scoperta” dell’America da parte di Cristoforo Colombo. Come per il pomodoro, a lungo fu considerata sopratutto per funzioni ornamentali, grazie ai suoi colori intensi ed alla sua particolare forma. Fu il senese Pietro Andrea Mattioli il primo a scriverne nel 16° secolo miccia di una trasformazione culturale pronta ad esplodere. Inizialmente, infatti, era visto sopratutto come qualcosa destinato solo ai nobili, Questo testo iniziò invece a farne riconoscere le proprietà anche al popolo, stimolandone la curiosità. Nel 1644, infatti, il napoletano Antonio Latini fu il primo ad inserire tale ingrediente in un ricettario, inaugurando un rapporto d’amore destinato a durare secoli.

La scala

La facilità di coltivazione e l’estrema adattabilità della pianta ha fatto sì che in brevissimo tempo si diffondesse in buona parte del mondo, mutando in ogni luogo veniva posta. Trasformazioni di aroma, di colore e di piccantezza che ne hanno trasformato l’universo, offrendo ai suoi amanti scelte scelte sempre più precise. Non solo i peperoncini nostrani, ne esistono letteralmente per ogni gusto ed ogni salsa, questo però ha generato, inizialmente, non pochi problemi.

peperoncinoCome fare, infatti, a non esagerare con piccantezza o come, banalmente, scegliere il più adatto a sé? Per facilitarci in questo compito, nel 1912 Wilbur Scoville ideò i primi esperimenti sui peperoncini, in modo da comprenderne la piccantezza. Da tali esperimenti è derivata poi la leggendaria scala di Scoville, affinata nella precisione ed ancora oggi punto di riferimento botanico preziosissimo. Ad oggi primo nella lista si trova l’americano “Pepper X“, eppure, la sostanza più piccante al mondo non si trova in un peperoncino ma in una pianta grassa: la marocchina Euphorbia resinifera.

Proprietà

Dal rapporto energetico moderato, è privo di colesterolo ma ricco di vitamine, ottimo anche l’apporto di sali minerali, specie del potassio. Proprio per questo e per via della sua piccantezza, il peperoncino è tradizionalmente utilizzato come spezia più che come portata. Ciò non gli ha però permesso di comparire in gran parte della cucina italiana, specie quella calabrese. Attenzione se avete problemi di stomaco: se non usato con parsimonia, potrebbe peggiorare di molto la situazione. Viceversa, se usato con moderazione, sembra possa aiutare l’organismo a prevenire svariati fastidi, anche gastrici. Per maggiori informazioni vi invitiamo a rivolgervi al vostro medico, meglio esaminare caso per caso.

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