Anguria, come acqua nel deserto

L’anguria è senza dubbio uno dei frutti più presenti nelle nostre tavole questo mese, quanti però ne conoscono storia e proprietà? Siamo qui insieme a voi proprio per svelare l’arcano e guardare questa pianta con occhi nuovi, più veritieri di quanto fatto in passato.

Quali sono le sue origini?

La pianta dell’anguria è originaria del Sud-Est dell’Africa, luogo dove tutt’oggi cresce selvatica, andando a rinverdire luoghi aridi come il deserto del Kalahari. A partire dal II millennio a.C. venne poi coltivata anche nella valle del Nilo, luogo in cui divenne ben presto uno dei frutti centrale nella dieta degli antichi egizi. Esemplari di anguria vennero infatti ritrovati persino nella tomba del faraone Tutankhamon, certificando la sua importanza per questo popolo. A partire dal 7° secolo venne poi coltivato in India e nel 10° secolo in Cina, tutt’oggi prima in termini di produzione. Nel 961 venne poi finalmente introdotto in Europa grazie alle conquiste arabe. Questi, stregati da sapore, la introdussero prima a Cordova e, a pochi anni di distanza, a Siviglia. Sarà proprio dalla Spagna che l’anguria conoscerà una diffusione mondiale, sviluppandosi prima nell’Europa Meridionale e, con la scoperta dell’America, in tutto il mondo.

anguriaProprietà

L’anguria è composta per il 91% da acqua e per il 6% da zuccheri, cosa che lo rende uno degli alimenti principe per l’estate. La vitamina C è presente in degne di nota, tanto da raggiungere il 10% del fabbisogno giornaliero medio, inoltre contiene anche buone quantità di vitamina A, B6 e di sali minerali (in particolare potassio, fosforo e magnesio). Proprio per via della sua alta concentrazione di acqua e lo scorso apporto calorico, è consigliata per buona parte delle diete, in quanto riesce facilmente a saziare e gode di grandi proprietà diuretiche e depurative.

Curiosità

La parola “anguria” deriva dal greco tardo “ἀγγούριον”, che vuol dire “cetriolo selvatico“. Questo nome venne introdotto dai bizantini durante l’esarcato di Ravenna ed è dovuta alla forte somiglianza fra i due vegetali. entrambi, infatti, contengono grandissime quantità di acqua ed entrambi fanno parte del genere delle Cucurbitacae, la stessa di zucche e zucchine. La varietà di nomi italiani è però vastissima, passando dal comune “melone d’acqua”, diffuso sopratutto in Campania, fino ad arrivare al calabrese “zuparacu”. Il primo è dovuto alla forte presenza del melone nella zona, il secondo alla sua somiglianza con alcune vesti da parroco.

anguriaPresso gli Tsawana, popolazione dell’Africa Meridionale, l’anguria è considerata sacra, tanto che prima di consumare il raccolto va praticato un vero e proprio rituale di purificazione.

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