Cappero, il fiore della Sicilia

Il cappero è una pianta tipica del Mediterraneo e, in particolare, delle regioni più aride e secche di questo mare. Il suo utilizzo era già conosciuto al tempo dei greci, dalla cui lingua sembra derivare il loro nome. Non vi sono infatti fonte certe a tal proposito, è però presumibile che vi sia una connessione fra Cipro, in greco Κύπρος, e quest’arbusto, isola in cui la sua crescita è da sempre abbondante. Molto interessante anche una sua possibile origine ebraica, ipotesi che viene supportata dalla sua presenza nella Bibbia, per la quale avrebbe anche importanti proprietà afrodisiache. La “teoria biblica” verrebbe poi confermata dal fatto che, per gli ebrei, è proibito nutrirsi di qualsiasi frutto di piante più giovani di 3 anni.

cappero

Un piatto di cucunci

Il cappero, infatti, non è altri che il bocciolo della pianta e proprio per questo poteva anche esser consumato prima della lunga attesa. Il vero frutto di questa pianta è invece meno diffuso ed apprezzato, rimanendo comunque uno dei vegetali più amati della cucina isolana: il cucuncio.

Un bocciolo speciale

Quest’ultimo ha un sapore meno intenso del futuro fiore e una polpa più succosa, cosa che lo ha fatto diventare in breve tempo ingrediente per soli locali o intenditori. Il cappero ha invece conosciuto una diffusione globale sempre maggiore, anche grazie al gusto deciso e alle sue proprietà benefiche. La pianta è infatti la prima in natura per produzione di quercetina, composto chimico molto efficace per tutte le patologie legate ad invecchiamento precoce. Inoltre sembra avere una forte funzione di antiossidante e di prevenzione del cancro. Tutto ciò è ancora in fase di verifica, gli ultimi test in questa direzione si sono però rivelati molto positivi, aumentando l’ottimismo di medici e dietologi.

cappero

Piatto di capperi

La varietà più conosciuta e nota, specie in Italia, è il “cappero di Pantelleria”, unico a ricevere riconoscimenti ufficiali.

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