Nowruz, il capodanno persiano

Con un po’ di ritardo, vi raccontiamo di una delle feste più green che ci siano e che da millenni celebra la primavera nel mondo persiano. Un’occasione unica e fatta di tanti piccoli riti che contribuiscono ad arricchire il Nowruz di simbolismi antichi e profondi, tutti legati a Madre Natura.

Tradizione millenaria

“Nowruz” è una parola persiana che significa “nuovo giorno” ed è una festa profondamente radicata nel mondo persiano, tanto da vedere le sue origini 15’000 di anni fa con lo zoroastrismo, religiose antica i cui costumi sono ancora presenti nel paese. Il Nowruz si festeggia alla fine del capodanno persiano e simboleggia la rinascita della natura che, dopo il lungo e freddo inverno, finalmente riconquista il suo posto, irrorando tutto di nuova vita.

NowruzAnche in virtù della sua natura tanto simbolica, i festeggiamenti sono vari e tutti con profondi significati. Si parte dal Khane Tekani, corrispondente circa alle nostre “pulizie di primavera”, che si svolge circa 12 prima del vero e proprio Nowruz e serve per preparare la casa ad accogliere l’anno nuovo. Oltre ad una semplice pulizia della casa, infatti, è uso anche adornarla con giacinti e tulipani, simbolo primaverile nella regione

Hafta Sin, “le 7 s”

Altra tradizione iconica di questi luoghi è l’Hafta Sin, un particolare modo di decorare la tavola con 7 oggetti inizianti per “s”, ciascuno dei quali con un suo simbolismo particolare. Gli oggetti canonici per eccellenza sono: sabzeh, semi di orzo appena germogliati a simboleggiare la rinascita, samanu, orzo germogliato e tostato per l’abbondanza, senjed, frutti di oleastro per l’amore e sîr, aglio per la salute. Gli altri 3 oggetti sono: sîb, mele rosse per la bellezza, somaq, bacche di somacco a simboleggiare l’asprezza della vita, e infine il serkeh, l’aceto, come simbolo di sapienza e pazienza. 

Nowruz

Sabzeh

Pur non facendo parte della vera e propria Hafta Sin, sono però presenti anche altri elementi sulle tavole di ogni persiano, inclusi: una vasca di pesciolini rossi, simbolo di vita dentro la vita, delle uova colorate e un libro di poesie del grande poeta Ferdowsi.

Sizdah bedar, il “Giorno della natura”

Il 13° giorno dell’anno nuovo si svolge il Sizdah bedar, un’occasione unica nella quale tutta la popolazione passa la giornata tassativamente all’aperto, ballando e cantando con amici e parenti. Il tutto ha sia la funzione di celebrare la primavera, sia di sfuggire alla malasorte. I persiani sono infatti di natura superstiziosa e il numero 13 ha una connotazione estremamente negativa, proprio per questo, al fine di evitare un anno sfortunato, il popolo passa la giornata con picnic al parco.

Nowruz

Sizdah bedar

Durante il Sizdah bedar è anche uso gettare via il sabzeh e liberare i pesciolini rossi negli stagni e nei fiumi, un modo per scacciare definitivamente la cattiva sorte ed attirare a sé il meraviglioso spirito della primavera.

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