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I pastori sardi e la rivolta del latte
Food and Beverage, News

I pastori sardi e la rivolta del latte 

Ieri vi abbiamo parlato della TAV, oggi continuiamo a parlarvi di attualità con la protesta dei pastori sardi. Una rivolta scatenatasi in una settimana e che si sta trasformando in una vera e propria lotta per le tradizioni.

Latte da buttare

Da una settimana i pastori si sono riuniti per protestare contro all’abbassamento dei prezzi del latte. Le tariffe per litro di latte sono scese dagli 0,85€ ai soli 0,60€ attuali, un prezzo vergognoso per quest’ultimi, tanto basso da essere buttato. Da allora ogni giorno vengono rovesciati sulle strade sarde litri su litri di questo preziosissimo e pregiato bene. Non solo un imbiancamento delle strade sarde, la “Rivolta del latte” potrebbe avere conseguenze in tutta Italia.

pastori sardiAd oggi infatti i pastori hanno minacciato di bloccare del tutto le imminenti elezioni di settimana prossima, oltre a continuare a boicottare il trasporto del prezioso bene.

Il pecorino romano sempre più a rischio

Il latte ovino sardo è infatti ingrediente imprescindibile per il pecorino romano, prodotto esclusivamente con latte sardo, laziale e toscano. Proprio con quest’ultimi sono accusati dai pastori di aver aumentato illegalmente la produzione, abbassando di conseguenza il prezzo del latte. Le multe sono infatti incredibilmente basse e questo ha spinto alcuni caseifici a produrre più del dovuto, abbassando così i costi della merce. 

pastori sardiIl prezzo di questo pregiato formaggio italiano è infatti passato da circa 10€ al kg nel 2015, fino a meno di 6 oggi, un crollo che ha travolto completamente il settore della pastorizia. Un lavoro incredibilmente duro, fatto sempre di più di soddisfazioni insufficienti. Già sono sempre di più sono quelli che scelgono di abbandonare questo antico mestiere, con le condizioni attuali, il rischio è che questa categoria sparisca del tutto, privando l’Italia di uno dei suoi simboli. Al di là dei pregiudizi, è infatti innegabile il ruolo, anche legato al folklore, del pastore sardo, una sorta di garanzia della bontà di quella terra.

Attualmente non si è ancora un compromesso che accontenti le parti, sono però in corso consultazioni al fine di sciogliere la questione, salvando latte e formaggio. 

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