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L’analisi sulla TAV prende in giro l’ambiente
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L’analisi sulla TAV prende in giro l’ambiente 

Negli ultimi giorni l’argomento TAV è tornato ad essere sempre più presente nella politica italiana, un argomento da sempre discusso, su cui si avvicina il verdetto finale. L’analisi del M5S parla chiaro: l’opera è assolutamente sconveniente, specie per l’ambiente. Quanto è vero tutto questo? 

Analisi insensate

Vista la portata e la varietà di pubblico “appassionata delle vicende TAV”, ci teniamo a specificare che la nostra analisi si basa esclusivamente su quella presentata dallo stesso Ministero dei trasporti. L’argomento di oggi sarà esclusivamente l’impatto ambientale e pertanto non ne considereremo i costi (che trovate tutti qui). 

Ci teniamo poi a sottolineare la nostra distanza da qualsiasi organizzazione “Pro” o “No TAV”. Non ci siamo mai interessati troppo a questa opera, l’ultima analisi fatta è, però tanto fantasiosa, da spingere uno dei 6 membri di commissione a non firmarla nemmeno. Ritenevamo fosse d’obbligo parlarne, per un mondo più pulito e logico.

Pedaggi e congestione

La possibilità di trasportare la propria merce più rapidamente e su rotaie, è senza dubbio uno dei punti forti del progetto. Al giorno d’oggi infatti l’unico passaggio possibile via terra è quello per: il Frejus, il Montebianco e Ventimiglia. Quest’ultima città, in particolare, nel corso degli anni è diventata meta fissa di tutti i camionisti dell’Est europa. I quali preferiscono andare fino in Liguria in quanto lì manca del tutto il pedaggio del tunnel. Ciò ha fatto sì che l’inquinamento della città aumentasse sempre di più e sopratutto peggiorasse in termini qualitativi. Molti di questi veicoli non seguono infatti le norme europee, andando ad avvelenare l’aria sempre di più.

TAVIl problema è da non sottovalutare, visto anche che il traffico italiano verso la Francia è maggiore del 14% rispetto a quello verso la Svizzera, invogliando sempre più camionisti a propendere per la città Ligure. Il problema potrebbe essere in realtà risolto proprio grazie alla TAV. Secondo il M5S effettivamente con tale opera si avrebbe una congestione del traffico, per il Movimento non dovrebbe superare il 37%, stime giudicate assolutamente ridicole dall’UE che stima un traffico diminuito del 30% nel 2030 e del 50% nel 2050.

Evviva i tir

Probabilmente la parte più esilarante di tutta l’analisi sta nel come risolvere il problema inquinamento. De facto il tutto viene completamente bypassato con una generica speranza riguardo a futuri “tir elettrici”. Una spiegazione senza nessun tipo di fondamento concreto, diventato rapidamente un modo per lavarsi le mani e giustificare un futuro aumento di veicoli pesanti. Essi infatti dovrebbero passare dalle 589mila unità del 2016 a ben 892mila nel 2030. Lasciando stare la follia di tutto questo, specie vedendo trattati quale la Convenzione delle Alpi, firmata anche dall’Italia, fa specie che siano proprio i 5 stelle a volere un aumento dei tir. 

TAV
Il ministro dei trasporti Danilo Toninelli

Con i mille mila difetti, si sono sempre contraddistinti per un gruppo politico che aveva a cuore l’ambiente, con una decisione stanno rinnegando qualsiasi cosa. Capiamo naturalmente le esigenze di soddisfare l’elettorato, non è però concepibile una retromarcia tanto forte, repentina ed ottusa, su qualcosa come l’ambiente. Per parlare davvero di quest’opera pubblica, nel caso proprio si dovesse, bisognerebbe partire almeno da un’analisi super partes. Così, lo ripetiamo, il tutto diventa ridicolo e da bar, quasi cancellando gli aspetti davvero importanti e spaccando il paese in un inutile “pro” e “contro”. Evviva l’ambiente e chi lo ha davvero a cuore, ad oggi sicuramente non il governo italiano. 

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