Continuiamo a parlarvi di fibre ecosostenibili, oggi con una virata decisa verso i paesi caldi. Vi porteremo infatti a scoprire le origini di iuta e cocco, due piante che, proprio nei climi caldi, trovano la loro dimensione.

Iuta, tesoro del Gange 

La iuta è una fibra derivata dalle piante del genere Corchorus che al suo interne contiene dalle 40 alle specie diverse di piante, molte delle quali usate nella cucina popolare di Africa e Medio Oriente. Quest’erba cresce sopratutto nel delta del Gange, ma cresce in diverse parti del mondo senza troppi problemi. 

iuta coir
Piante di Iuta

Caratteristica fondamentale della pianta è il lungo fusto, in grado di raggiungere anche i 2-4 mt di altezza. Da quest’ultimo si produce la fibra, considerata una delle migliori in assoluto per quanto riguarda resistenza e traspirazione. La iuta infatti è uno dei materiali più adatti in assoluto per quanto riguarda il trasporto di imballaggi di beni agricoli e a questo si deve la sua incredibile diffusione. Seconda solo al cotone per popolarità mondiale, può essere senza dubbio considerata una fibra del futuro anche per quanto riguarda la sua composizione: al 100 % biodegradabile e riciclabile.

Cocco, più di uno snack in spiaggia

Abbiamo imparato a conoscere il cocco grazie a film e a vacanze esotiche, ma l’utilità di questa pianta è immensa e non si limita ad essere una fonte di cibo e acqua per dispersi, rivelando anche tesori di tecnica. Oltre ad innumerevoli oli e legni, dal cocco si ottiene anche il coir, una fibra grezza proveniente dalla buccia delle sue noci. Quei caratteristici “peletti” possono infatti essere riuniti per formare questo materiale, che varia di colore in base alla maturità della pianta.

 

iuta coir

Il coir marrone è una fibra molto grezza e resistente, utilizzata sopratutto per spazzole e zerbini. La colorazione si deve alla lignina, sempre più presente con lo sviluppo della pianta. Raccogliendo le noci acerbe, invece, si ottiene il coir bianco, molto più fragile del fratello ma anche decisamente più fine. Quest’ultimo vede la sua applicazione sopratutto nella produzione di corde, la sua resistenza all’acqua salata ne fa infatti un alleato validissimo per tutti i marinai che, fin dall’alba dei tempi, producono le loro cime proprio con questa fibra. 

Seguiteci sulla nostra pagina Facebook e Instagram, ogni giorno il vostro Diary of Slow Living.