Fibre vegetali, un nuovo mondo per la moda

Il green colpisce anche la moda, portando a concezioni di look e materiali mai concepiti prima. Al contrario del passato, i vestiti devono essere biodegradabili, qual miglior alleato delle fibre vegetali?

Una scelta varia

Nel corso della storia, sempre più popoli e culture hanno scelto di affidarsi a fibre vegetali per creare le proprie vesti, alcuni per esigenza, altri per praticità. Con la diffusione del petrolio, purtroppo, anche queste industrie si sono dovute adeguare al cambiamento, salvo poi fare una saggia marcia indietro. Ogni esploreremo le 4 fibre più conosciute, ricordandovi però sempre che è necessario che l’intera produzione sia green, affinché un prodotto possa essere dichiarato tale. 

Le tradizionali: cotone e lino

Originarie della lontana ed antica Mesopotamia, queste due fibre sono riuscite ad imporsi nel corso dei secolo come “le Fibre vegetali” per eccellenza. Si può osservare infatti l’uso del lino sin dagli antichi egizi che lo utilizzavano per la mummificazione o come sia citato persino nella stessa Bibbia. Una storia antichissima e millenaria, sviluppatasi in Europa grazie all’arrivo dei fenici sulle coste della Cornovaglia, dove per primi ne introdussero la coltivazione. Il lino ha poi continuato la sua evoluzione diventando uno degli elementi centrali per la produzione tessile mondiale.

fibre vegetali

Bambagia di cotone

Il cotone ne condivide le origini ma non lo sviluppo, decisamente più ampio del primo. In questo caso lo sviluppo vero e proprio si deve agli arabi che, durante il Medioevo, fecero uso smodato di questo materiale, portandolo per primi in Europa. All’epoca infatti in diversi bestiari il cotone veniva definito come una pianta in grado di partorire pecore ed ovini, un leggendario elemento fisso di ogni bestiario. In seguito alla Reconquista spagnola il cotone divenne sempre più conosciuto, diventando poi la merce più prodotta in assoluto nelle colonie americane. Tutt’oggi il Sud degli States rimane uno dei leader della produzione mondiale, ciononostante il cotone più pregiato in assoluto rimane quello egiziano.

Esotici: bamboo e canapa

Oltre ai classici ci sono anche delle sorprese affermatisi solo di recente, come ad esempio bamboo e canapa, fibre molto diverse che solo ora stanno avendo lo spazio meritato. Della prima vi abbiamo già parlato in passato, la seconda però è tutta da scoprire, con caratteristiche che non potranno che far felici gli amanti di questo sito.

fibre vegetali

Abiti in canapa

La canapa infatti è destinata sempre di più a sostituire la plastica, questo sia per quanto riguarda i suoi impieghi tecnici che tessili. Moltissimi gli esempi di paesi che la stanno legalizzando al posto di molti materiali plastici, provvedimento adottato di recente anche dalla Turchia. Inoltre la canapa è una pianta spontanea dal bassissimo impatto ambientale, in quanto non richiede nessun tipo di additivi o pesticidi per cresce, la pianta del futuro insomma. 

Conoscete altre fibre vegetali? Biologiche? Nei prossimi giorni approfondiremo l’argomento parlandovi di iuta, cocco e delle fibre animali. Seguiteci sulla nostra pagina Facebook e Instagram, ogni giorno il vostro Diary of Slow Living.

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