Abbiamo scelto di iniziare quest’anno raccontandovi uno dei luoghi a noi più cari di Milano, un parco storico, in grado di riscaldare i cuori di ogni abitante di questa città.

Una storia antica

parco palestroLe origini del parco vanno ricercate addirittura nel 1780, quando l’arciduca Ferdinando D’Asburgo-Este decise di bonificare quello che all’epoca era di fatto un grande orto. I lavori vennero affidati all’architetto umbro Giuseppe Piermarini, che concluse le operazioni nel 1786, trasformando l’area nel primo parco pubblico della città. Il progetto iniziale si basava sui giardini “alla francese”, tipici delle reggie d’Oltralpe e caratterizzati da un’accentuata sontuosità, caratteristica ben visibile passeggiando da via Palestro. Il progetto venne poi ampliato a metà ‘800 da Giuseppe Balzaretto, celeberrimo architetto di giardini milanese, che donò al parco il suo tratto più “inglese”, visibile da via Manin. 

L’opera venne però conclusa solo dopo l’Unità d’Italia e proprio per questo è considerata la prima della grandi opere concluse nella Milano italiana.

Atmosfera unica

parco palestroL’aria che si respira nel parco è unica e sembra fin da subito di essere immersi in un mondo magico, a tratti fiabesco, che non ti aspetteresti mai di trovare nella città. L’entrata da via Palestro offre in particolare la visioni più monumentale di questi incredibili giardini, donando fin da subito un’atmosfera di immensa regalità. Lo stile francese è infatti dominante in quell’area e lo si può notare dall’ordine con il quale sono disposti gli alberi, quasi sull’attenti all’arrivo degli ospiti. La presenza del Museo di Storia Naturale e del Planetario proprio di lì a due passi non può far altro che rafforzare questa meravigliosa illusione.

Proseguendo verso Porta Nuova, poi, si assiste ad una trasformazione graduale ma costante che ci porterà nello “stile inglese”, dal regale al naturale. Se la prima parte ci farà sognare una Versailles deserta e tutta per noi, la seconda ci immergerà nelle meraviglie dei boschi e delle cascate, portandoci in vere e proprie piccole radure create per l’occasione. Incredibili giochi d’acqua, rocce e verde, ci faranno sognare di essere in un racconto di Tolkien. Una tranquillità impensabile per una città come Milano e che, proprio qui, dal 1862 ci porta a sognare luoghi ameni, lontani dal logorio della vita cittadina. In pace con il mondo e ciò che vi è attorno.

Arrivare

parco palestro
Casa Galimberti in via Malpighi

Per arrivare ai Giardini Indro Montanelli (questo il loro nome dal 2002), potete prendere la linea rossa della metro, fermata Palestro o Porta Venezia. Se volete fermarvi a gustare un aperitivo o qualcosa di caldo, vi consigliamo di scendere alla seconda fermata, avrete la possibilità di immergervi nel Liberty milanese. Uno stile che vede alcune delle sue opere più belle proprio in zona Porta Venezia. In alternativa potrete anche prendere il tram 1 o il 9 che vi porteranno a pochi passi di distanza. Nel parco sono disponibili anche diverse aree per bambini e per i nostri amici a quattro zampe. 

Seguiteci sulla nostra pagina Facebook e Instagram, ogni giorno il vostro Diary of Slow Living.