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NATURA.Una parola antica, manipolata, forse divenuta perfino stucchevole per l’abuso che ne è stato fatto. Quanti sono quelli che ne colgono il significato così legato alla bellezza e al senso più astratto e tuttavia pragmatico del vivere in armonia ? Molti più di quanto si possa immaginare. I dati di una ricerca Eurisko sul sentimento di rispetto per l’ambiente affermano che il 17 per cento di italiani ha, spiccata, questa attenzione.
È un vero cambiamento culturale in un Paese che di natura si è occupato molto poco, che ha fatto scempio di ciò che era, ma che resta in gran parte ancora ineguagliabile. Abbiamo costruito a tutto vapore nei parchi protetti, abbiamo cancellato le dune di sabbia adriatiche per costruirci condominii, Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo ci raccontano su IlCorriere della Sera le storie dei demolitori del bello, dei semi-abusivi che fanno il bagno nelle cascate della Reggia di Caserta, dei costruttori notturni di villette clandestine sui litorali riconosciuti patrimonio dell’umanità.
Eppure la sensibilità cresce, la resistenza al degrado è diventata un segno distintivo di coscienza civile. La natura e il bello, in molti pensano, ci salveranno. Nel suo piccolissimo anche THE LIFE si inserisce in questa corrente. Racconteremo il naturale, il ben fatto, i luoghi dove si vive meglio, gli oggetti che contengono creatività e stile, ma non inquinano: paesi medievali recuperati, auto di nuova concezione, orologi che vengono da filiere ecocompatibili, stoffe naturali, arte, fotografia. Una ricerca della Fondazione Italia, Patria della bellezza e Prometeia rivela che il rapporto tra industria e cultura genera quasi il 17 per cento della ricchezza nazionale. È il motivo per cui quasi tutte le aziende hanno programmi di impegno eco-friendly. Per rappresentare i loro stessi valori di qualità e soprattutto perché il bello, senza confini, è in armonia con la natura.