Con ben 120 opere, il Museo d’arte della Svizzera italiana di Lugano rende omaggio al grande maestro spagnolo con la mostra “Picasso. Uno sguardo differente”, che aprirà al pubblico il 18 marzo 2018 e proseguirà fino al 17 giugno.
Realizzata in collaborazione con il Musée national Picasso di Parigi e a cura di Carmen Giménez, una delle massime esperte dell’artista, la mostra si dispiega attraverso un vasto arco cronologico e comprende ogni fase dell’evoluzione artistica del maestro in maniera inedita. La selezione di opere è infatti particolarmente focalizzata sui lavori sconosciuti al grande pubblico, non solo per la loro rarità, ma anche per la capacità di ampliare le interpretazioni convenzionali della sua opera.

Una mostra in cui prevalgono proprio i lavori su carta, strettamente legati al Picasso più intimo. Affiancati ai 105 disegni troveremo 15 sculture, con la finalità di mettere in dialogo due delle tecniche privilegiate dall’artista raramente accostate in precedenza.

 

Pablo Picasso, “Testa femminile”, 1962
Pablo Picasso, “Bicchiere, bottiglia di vino, pacchetto di tabacco, giornale”, 1914

 

Questo “sguardo differente” è costruito su un’imponente eredità lasciata da Picasso: un tesoro scovato da Maurice Rheims, che portò alla luce oltre 60.000 opere inedite catalogando i beni personali dell’artista alla sua morte. Questa fortuita scoperta ha costretto numerosi studiosi a tracciare percorsi inesplorati e a fare chiarezza sulla parabola dell’artista più rappresentato della storia, che è paradossalmente anche il più enigmatico.

Nel cimentarsi con la carta, Picasso si confronta liberamente con tecniche quali il disegno, l’acquerello, il collage, il pastello, il gessetto, come pure il carboncino e l’inchiostro. Attraverso le serie da lui create con queste tecniche, si manifesta uno straordinario campionario di sottili variazioni, dal quale affiora chiaramente il fervore creativo che contraddistingue l’artista.
La mostra si apre con la serie dedicata al cubismo analitico, per poi passare alla fase sintetica, al pluristilismo simultaneo, e all’ossessione erotica della fine degli anni Sessanta.

 

Pablo Picasso, “Minotauro ferito, cavallo e figure”, 1936

 

La tendenza di Picasso a inventare una soluzione geniale, per poi abbandonarla subito dopo, ha comportato una minore adesione da parte della critica a certi aspetti della sua ricerca. Uno di questi è certamente legato alla scultura, mezzo espressivo con cui l’artista ha peraltro realizzato il rivoluzionario superamento della tradizionale separazione tra bidimensionalità e tridimensionalità. Ne è un esempio la costruzione di oggetti in rilievo, a partire dalla tecnica del collage, come pure l’utilizzo di asticelle di ferro saldato, figurazione materiale del “disegno nello spazio” che diede inizio a una ricca corrente della scultura contemporanea.
Si ha la possibilità di assistere all’intero percorso produttivo scultoreo di Picasso, volto alla distruzione della tradizione statuaria classica, passando attraverso la genesi del cubismo, il collage-pliage, la creazione dell’oggetto volatile, il tuttotondo, le strutture filamentose, fino al gusto Pop.

 

Pablo Picasso, “Mandolino e clarinetto”, 1913

 


Picasso. Uno sguardo differente

18 marzo – 17 giugno 2018
Museo d’arte della Svizzera italiana, Lugano
Piazza Bernardino Luini 6
CH – 6901 Lugano

Martedì – domenica: 10:00 – 18:00
Giovedì aperto fino alle 20:00
Lunedì chiuso

Ingresso
Intero: chf 20
Ridotto: chf 14
Gratuito: ogni primo giovedì del mese dalle 17:00 alle 20:00
Per ulteriori informazioni: www.masilugano.ch