Il classico abbraccia il moderno, la luce incontra lo spazio, facendo risaltare l’imponente architettura rubata alla roccia.  Sono gli anni ’20 quando Emilio Errico Vismara, ingegnere e moderno mecenate lombardo protagonista dello sviluppo turistico dell’isola, sceglie lo spettacolo grandioso di Punta Tragara per costruire la sua villa, a picco sul mare e con vista sui Faraglioni. A seguirlo nel progetto è Charles-Edouard Jeanneret-Gris, meglio conosciuto con lo pseudonimo Le Corbusier, che descrive sulla rivista Domus l’edificio come “una specie di fioritura architettonica, un’emanazione della roccia, una filiazione dell’isola, un fenomeno vegetale”.
Pochi anni dopo, Villa Vismara entra a far parte della storia, accogliendo il comando americano durante la seconda guerra mondiale. Raccoglierà nel tempo una grande serie di ospiti illustri, tra cui il Generale Dwight D. Eisehnower, il Generale Mark Clark e Sir Winston Churchill.
Da allora, rimanendo la sua straordinaria bellezza intatta, l’Hotel Punta Tragara ha intrapreso un percorso di crescita straordinario, fino a raggiungere i massimi livelli dell’ospitalità caprese, come testimoniano oggi le sue cinque stelle lusso.

L’Hotel Punta Tragara esprime l’eleganza di una raffinata dimora gentilizia con i suoi mobili antichi, i suoi preziosi arazzi, i corridoi silenziosi, ed è il luogo ideale per un soggiorno di fascino, tranquillità ed eleganza. Adatto ad una clientela che non si accontenta, e che è alla ricerca di una struttura veramente lussuosa sull’isola blu.

Suite Tragara
Suite Certosa
Penthouse

Sei incredibili suites dagli stili più disparati, un grande giardino mediterraneo, una sontuosa SPA, due piscine e, per coronare il tutto, il ristorante “Monzù”, simbolo d’eccellenza della cucina italiana gourmet, guidato dall’Executive Chef Luigi Lionetti, che rielabora i piatti della tradizione con una creatività moderna ed originale.

«Capri è la mia isola e la mia vita anche in cucina. Qui tutto è in equilibrio, natura ed eleganza. Ed è quello che cerco nei miei piatti: rispetto della materia, pulizia nel sapore, presentazione impeccabile. Dalla pasta e patate con astice blu e provola affumicata dei monti Lattari, alla tagliata di tonno rosso con salsa agli agrumi e scarola maritata. Perché Monzù? Perché i grandi chef delle famiglie aristocratiche napoletane venivano chiamati alla francese “monsieur”. E perché la lingua di Napoli reinventa ogni cosa. Come in cucina»

Soli trentatrè anni, originario di Capri, si appassiona al mondo della cucina fin da bambino, osservando, incantato, il nonno ai fornelli.  Muove i primi passi nel mondo della ristorazione proprio nella sua Capri, dove lavora per diversi anni nella stagione estiva Da Paolino; durante l’inverno, si sposta in Alta Badia, alla Perla di Corvara, dove si confronta con le tradizioni gastronomiche del nord Italia.

Nel 2008, a soli 23 anni, approda al ristorante Monzù dell’Hotel Punta Tragara, prima in veste di sous-chef poi, dal 2011, come Executive Chef. In tutti questi anni collabora anche con Gennaro Esposito, chef bistellato che Lionetti considera suo mentore: è proprio da lui che apprende il valore delle materie prime e della stagionalità di ogni prodotto, due elementi fondamentali della sua cucina.

Lionetti definisce la sua identità culinaria “autentica, creativa, moderna” ma sempre essenziale e ancorata alla migliore tradizione partenopea e caprese e ai suoi ingredienti irrinunciabili come pomodori, limoni nostrani, olio extravergine di olive e, ovviamente, pesce freschissimo.
Una cucina che nasce dal territorio, ma che si mostra anche audace e ricercata: tradizione ed innovazione come parole d’ordine.

Bon bon di gamberi, zuppetta di piselli, cremoso di mandorla e limone candito
Mezzi paccheri con ragù di totano e vellutata di zucchine

 

Agnello al forno con topinambur, crumble al finocchietto e salsa al cappon magro
L’Hotel Punta Tragara e il Ristorante Monzù vi aspettano a partire da metà aprile per iniziare la stagione 2018.