Life Style Journal prosegue la sua mini-inchiesta sugli stili di vita degli italiani. E’ risaputo che il nostro modo di vivere è tra i più apprezzati e invidiati al mondo: oltre a beneficiare di arte e clima temperato, amiamo la buona cucina e la convivialità, mentre la “nostra” dieta mediterranea è considerata un modello di alimentazione che ci permette di godere di buona salute e vivere a lungo.

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Ma negli ultimi decenni il nostro rapporto con il cibo è cambiato e, mentre gli chef dilagano su spot, canali digitali e social network, aumenta il numero degli italiani insoddisfatti di quello che mangiano. Secondo l’ultimo rapporto del Censis, una quota di popolazione compresa tra il 37 e il 43% vorrebbe alimentarsi in modo più sano ma afferma di non riuscire a farlo. In parte ciò è dovuto all’abitudine di mangiare fuori casa, consumando frettolosamente i pasti in bar e locali pubblici dove si guarda più alla praticità e alla gratificazione immediata che agli ingredienti e ai valori nutrizionali. 

Ai comportamenti poco ortodossi a tavola si aggiunge la scarsa propensione all’attività fisica che interessa quasi la metà della popolazione: secondo l’Istat, il 40% degli italiani dichiara di non praticare mai alcuno sport o attività fisica, e solo il 25% lo fa in modo costante. Insomma, ci muoviamo poco e male, oppure non ci muoviamo affatto.Risultati immagini per sport pigro

Giorno dopo giorno, tutte queste abitudini non aiutano certamente la salute e possono favorire la comparsa di malattie cardiovascolari che restano la prima causa di morte in Italia e nel mondo.

Intendiamoci; nel nostro Paese l’aspettativa di vita resta tra le più alte al mondo. Ma il rischio è che i cambiamenti dello stile di vita ci tolgano a poco a poco la “corazza” che ci protegge fino a oggi rispetto ai popoli del nord Europa nella prevenzione dei problemi del cuore.

In effetti, se guardiamo al colesterolo, uno dei più importanti fattori di rischio cardiovascolare, il nostro Paese non è messo benissimo: il 23% delle donne e il 21% degli uomini tra i 35 e i 74 anni hanno livelli molto elevati di colesterolo totale; il 36,6% delle donne e il 34,3% degli uomini presentano valori di colesterolo tra i 200 e i 240 mg/dL, valori che i medici chiamano borderline perché se considerati isolatamente non destano troppi allarmi, quando si associano ad altri fattori, quali sovrappeso, obesità, sedentarietà, abitudine al fumo, stress e alimentazione disordinata, aumentano il rischio cardiovascolare

Insomma, non c’è da stare tranqulli. Cosa possiamo fare? Tornare al passato e alla natura non è possibile, e neanche necessario. Lo stile di vita moderno, anche e soprattutto nella sua variante all’italiana, si può conciliare con la prevenzione: basta intervenire su alcune piccole abitudini quotidiane.

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Per quanto riguarda l’attività fisica, dovremmo ispirarci di più agli esempi virtuosi di popoli meno dipendenti di noi dai motori: camminare o utilizzare i mezzi pubblici al posto dell’auto, salire le scale invece di prendere l’ascensore, parcheggiare l’auto a una certa distanza dalla destinazione da raggiungere. Sembrano piccole cose, ma secondo le ricerche più recenti, 30-40 minuti quotidiani di moto anche non continuativo aiutano a ridurre il peso e a prevenire problemi per il cuore.

Anche a tavola, non è necessario rivoluzionare le proprie abitudini e sottoporsi a diete punitive. Ci sono ingredienti salutari e metodi di cottura amici del cuore che permettono menu completi e gustosi. Per fare un esempio, uno chef stellato come Luciano Monosilio, consiglia di sostituire il sale con esaltatori di sapidità naturali come le spezie (curry, cumino, curcuma, paprika affumicata e zenzero disidratato), l’aceto, il concentrato di pomodoro e le erbe aromatiche; oppure di utilizzare tecniche come la cottura a basse temperature e la pentola a pressione, che permettono mantenere intatte le proprietà organolettiche degli alimenti senza eccedere nell’uso di condimenti e di grassi.

Ma c’è una nuova abitudine che sta diventando parte integrante dello stile di vita delle persone che amano il buon vivere e al tempo stesso vogliono proteggere la salute cardiovascolare: l’uso quotidiano di integratori che permettono di assumere ogni giorno i principi naturali che fanno bene al cuore.

Il grande vantaggio che offrono gli integratori è di assicurare l’apporto minimo quotidiano degli ingredienti giusti che aiutano a tenere sotto controllo il colesterolo e che possono non essere presenti nelle giuste quantità nella dieta quotidiana.Immagine di un tubetto di compresse LopiGLIK

E in questo caso non si tratta di una delle tante “mode” che ogni tanto compaiono nelle diete, ma di una indicazione con solide basi scientifiche: un recente studio pubblicato sulla prestigiosa rivista Nutrition, Metabolism & Cardiovascular Disease, ha dimostrato che un integratore come Lopiglik®, grazie all’azione combinata di principi attivi naturali come riso rosso fermentato, berberina ed estratto delle foglie di gelso bianco, aiuta a ridurre i livelli di colesterolo totale, LDL e trigliceridi e a controllare il metabolismo degli zuccheri. E’ importante ricordare che gli integratori funzionano solo se abbinati a una dieta appropriata e ad un corretto stile di vita.

In conclusione, anche se i frutti del nostro territorio e le nostre tradizioni gastonomiche ci favoriscono, non possiamo adagiarci e, dopo i 40 anni, non dobbiamo mai sottovalutare l’importanza di impegnarci per mantenere il colesterolo entro la soglia di sicurezza. In questo Lopiglik può davvero darci una mano e ci aiuta a prenderci cura del nostro cuore, grazie ai suoi tre principi attivi e anche grazie ai consigli e suggerimenti per uno stile di vita sostenibile della campagna LopiLife.