Portulaca, non chiamatela ‘erbaccia’

On luglio 17, 2017 by Green Dandy

Molti la considerano semplicemente una pianta infestante, perché soprattutto d’estate, si trova un po’ ovunque, pure a bordo delle strada, o insinuata tra i marciapiedi e i muri cittadini, se si è depositata un poco di terra, davvero tenace la portulaca! In realtà si tratta di una pianta medicinale dalle origini probabilmente asiatiche e conosciuta già nell’antico Egitto. Le sue proprietà curative e medicamentose si sono, purtroppo, perse nella notte dei tempi.

Chi si intende, invece, di piante medicinali, non può non conoscere le principali caratteristiche di questa piantina che ha proprietà diuretiche, depurative, dissetanti e anti-diabetiche.

La nostra bistrattata portulaca è stata rivalutata nell’ultimo periodo per una scoperta recente: hanno infatti trovato che è una ricchissima fonte di acidi grassi polinsaturi di tipo omega 3, fondamentali per prevenire le malattie cardiovascolari perché aiuta a ridurre il colesterolo LDL e i trigliceridi, favorendo una migliore stato di salute del sangue e della sua circolazione.

Oggi la portulaca è ricordata per gli usi alimentari, più che curativi. Si raccoglie, o si coltiva, per consumarla a crudo nelle insalate, o cotta come condimento di primi piatti, oppure nelle frittate, nei ripieni per ravioli, nelle conserve; come succede peraltro per tante altre piante spontanee.

Ogni regione italiana dove è possibile trovarla spontanea in campi incolti, le ha assegnato un nome diverso ed un uso differente in cucina. I napoletani la consumano in insalata, in abbinata con la rucola, i siciliani con pomodorini e cetrioli, mentre i romani la uniscono ad un misto di erbe che compongono la loro misticanza.

Certamente il consumo a crudo conserva intatte tutte le proprietà nutrizionali e curative della pianta, quindi mangiarla in insalata è davvero l’ideale, ancora meglio se condita con limone.

pg