Il Wwoof, World Wide Opportunities Organic Farms, è una piattaforma internazionale no-profit che riunisce un network di aziende agricole, fattorie ed ecovilaggi che offrono ospitalità in cambio di aiuto nei lavori di routine all’interno delle loro stesse aziende. Le Aziende che offrono ospitalità au-pair, sono iscritte all’associazione, aderendo ad un disciplinare e specificando il tipo di attività svolta e la tipologia di alloggio che offre ai wwoofer, i volontari eventualmente ospitati.

Gli ospiti, iscritti anch’essi versando la stessa quota annuale, possono consultare la lista delle aziende host, con i relativi contatti, direttamente da sito, una volta effettuata regolare iscrizione.

Si tratta, in sostanza, di una forma di ecoturismo, aderendo specificatamente alla finalità locale delle attività svolte e contribuendo al sostegno dell’economia cardine dei luoghi di permanenza. Un turismo ancora più slow, perché legata alla stagionalità delle attività nei campi e usufruendo a costo zero dell’ospitalità dell’azienda stessa. Per molti versi, quindi, assolutamente sostenibile. Inutile dire che le aziende rispondono a un tipo di agricoltura ecologica e biologica, fungendo da scuola di vita per un turismo davvero in sintonia con l’ambiente, l’habitat naturale dei luoghi, il sostegno delle popolazioni del luogo.

A loro volta, i woofer, che prestano la loro attività nelle aziende agricole, oltre ad imparare un mestiere – volendo – sono turisti sostenibili consapevoli. Questa soluzione turistica, che ha anticipato la proclamazione successiva dell’ecoturismo, è nata in Gran Bretagna negli anni ’70, per poi diffondersi in tutto il mondo. Ogni nazione ha la sua associazione Wwoof  e non poteva mancare quella italiana, con un settore agricolo vastissimo come il nostro, diffuso da nord a sud, isole comprese.

La lista di aziende agricole italiane aderenti all’iniziativa consta di aziende agricole familiari di piccole e medie dimensioni, biologiche e biodinamiche, non necessariamente impegnate nella commercializzazione dei prodotti raccolti, spesso si tratta di unità produttive autosufficienti.

Non vi diremo che c’è un’età ideale per provare un tipo di turismo così alternativo, dipende da voi, da quanto siete open-minded, quanto ampio è il vostro spirito di adattamento, la vostra voglia di aderire a modalità di vita, lavoro, sociali diverse culturalmente dalle vostre, dallo spirito di avventura e, ovviamente, dalla disponibilità a svolgere mansioni fisiche anche impegnative.  Vi diremo soltanto che ne vale la pena.

info: wwoof.it

pg