Parente stretto di aglio, erba cipollina, scalogno e porri, la cipolla è ortaggio simbolo di tanta cucina tradizionale italiana e del fondamentale soffritto, anche se molti chef stellati nel mondo la hanno bandita dalla loro cucina, insieme all’altro ortaggio, nemico della socialità (a loro dire), che è l’aglio. Ma come gustare un pesto senza un pizzico di aglio?

Ma torniamo alla nostra cipolla. Introdotta in Europa dai Greci, il suo sapore (e odore) pungente la ha resa famosa sin dal medioevo, non solo in cucina, ma anche per le sue proprietà medicamentose.

La cipolla è una ottima fonte di fibre, seguono la vitamina C, acido folico, fosforo, calcio, vitamina B6, potassio, zolfo, le varianti più rosse (come quella di Tropea) contengono antocianine, potenti antiossidanti che possono prevenire malattie cardiache, pressione alta e cancro. Con tutto questo bagaglio di fattori nutritivi positivi per tutto l’organismo, la cipolla può vantare diverse azioni curative o preventive: azione antimicrobica, regolazione della glicemia nel sangue, ottima quindi per i diabetici.

Altri studi hanno dimostrato l’effetto benefico sulle ossa: in casi di osteoporosi migliorerebbe la massa ossea.

 

 

Infine, l’uso di cipolla in cucina migliora l’ umore e il sonno, perché i folati presenti in questo ortaggio, pare che tengano a bada una eccessiva produzione di omocisteina che potrebbe, invece, interferire con la produzione degli ormoni del buonumore, come la serotonina, a dopamina e la noradrenalina che regolano, oltre all’umore e al sonno, anche l’appetito.
Non vergognatevi più di ammettere di usare la cipolla in cucina: siatene fieri!

 

 

pg