Greg Krehel è un fotografo e un video-maker “amatoriale” con un’unica passione: i cactus, concentrato negli ultimi quattro anni esclusivamente su quelli che lui chiama i “Freaky Flowers“, fiori strambi, strani. Greg ha già esposto i suoi lavori in diverse mostre e festival in tutto il mondo e i suoi video e le sue foto sono apparsi su diverse pubblicazionie sia online che cartacei, tra cui il National Gographic, il New York Times, il Time Magazine, Wired.

Da imprenditore dell’informatica al servizio di studi legali e agenzie investigative governative a un account instagram che genera dai 6000 ai 10.000 cuoricini di approvazione ad ogni suo video pubblicato. I suoi video su youtube hanno milioni di visualizzazioni, spinti forse anche dall’inserimento di alcuni suoi movie in timelapse sul canale del National Geographic. Perché è questo quello che fa Greg: punta le sua telecamere sulla sua vasta collezione di cactus della specie delle Echinopsis per una decina di ore, spesso nel cuore della notte e ne riprende la fioritura e l’appassimento, in un unico cortometraggio di una bellezza struggente e dolorosa, comunque esaltante.

Nato a New York, la città che non dorme mai e che ha fatto scoprire a un Greg bambino le prime piantine di cactus che lo lasciarono subito affascinato, prima ancora di scoprire che alcune loro specie avrebbero potuto produrre delle fioriture spettacolari.

Ci siamo imbattuti in un suo video in timelapse che ci ha spinto a contattarlo, curiosi di dialogare con un artista curioso come i suoi Echinopsis, con una specializzazione (per non dire “fissazione”) per queste piante.

Abbiamo conosciuto, anche se a distanza, una persona gentilissima, disponibile, simpatica, e un pò matta, lo ammettiamo. Ma non sono forse loro, i sognatorie e i folli a reggere il mondo, a non farci definitivamente collassare sotto il peso di una omologazione sterile?

TheLife: Da dove deriva la tua predilezione per i cactus e i loro fiori?

Greg Krehel: Come tanta gente, amo le piante e i fiori. Ma la mia passione per i cactus è nata quando ero molto piccolo quando un vivaio del quartiere dove vivevo a New York cominciò a vendere cactus molto piccoli. Fui subito affascinato da queste piantine poiché erano una novità e non troppo diffuse ai tempi, nemmeno a NY. Cominciai a collezionarli e non ho più smesso da allora, aggiungendo ogni tanto qualche nuova pianta interessante. Poi, circa dieci anni fa, portai a casa una nuova pianta di cactus che produsse subito un incredibile numero di fiori, tanti fiori per volta e altrettante fioriture per anno, cosa che non è una cosa comune per la maggior parte dei cactus. Fui molto sorpreso al momento e feci le prime ricerche. Seppi che si trattava di un Echinopsis. Inoltre, scoprii che esistevano dozzine di altre specie di Echinopsis, anche ibridi, con fiori anche molto più grandi, di diversi colori. Quindi il mio generico interesse si tramutò presto in una specie di ossessione per le Echinopsis e cominciai ad acquistarne diversi tipi poiché ogni pianta aveva il suo periodo di fioritura e ad ogni incredibile fioritura ero spinto ad acquistarne di nuove. Penso che ciò che ricevo maggiormente dai cactus e dalle loro fioriture è lo strabiliante contrasto. I fiori spesso sono di un colore psichedelico, così vivido e pieno che è letteralmente difficile guardarli più di qualche secondo senza distogliere lo sguardo. E i fiori sembrano così strani, in forte contrasto con il corpo spinoso del cactus. Per questo motivo li ho chiamati “I fiori strambi” (Freaky Flowers).

La mia ispirazione per la fotografia è nata in realtà proprio con i fiori dei cactus, soprattutto per un motivo che li riguarda. Di regola i fiori delle Echinopsis hanno una vita di sole 24 ore, dall’apertura al momento in cui appassiscono. Sono una sorta di orchidea al contrario. Inoltre fioriscono durante la notte, con un picco alle 5 del mattino. Entro mezzogiorno hanno superato abbondantemente il loro meglio. É stata la loro breve vita a farmi pensare di dover catturare un frammento della loro stupefacente bellezza per poterla condividere con la mia famiglia e con gli altri che altrimenti non ne avrebbero mai potuto goderne. Il passo successivo, di realizzare dei video in timelapse della fioritura è stato un passaggio facile, dall’osservare semplicemente foto in still life. Adesso ho preso a riprendere non solo le fioritura, ma anche gli appassimenti, e altre innumerevoli stranezze che succedono durante il deperimento dei fiori. Ad esempio se due fiori attigui appassiscono insieme, i petali si richiudono su se stessi, invischiandosi gli uni con gli altri in una modo strambo, ma meraviglioso.

TheLife: Come è nata la collaborazione con il National Geographic?

Greg Krehel: La redazione del National Geographic ha visto qualcuno dei miei lavori esposti al LOOKS Photography Festival che si tiene in Virginia ogni anno, prendendo contatti con me dopo il festival. Quel festival di fatto è stato molto importante per me, perché alcuni dei miei lavori sono stati ripresi da testate come il New York Times e Wired.

TheLife: Vuoi aggiungere altro, Greg, a questa intervista? Qualcosa che ho tralasciato di chiederti e che ritieni importante.

Greg Krehel: Ci sono un paio di cose ovvie, ma che ritengo tuttavia importanti e su cui i fiori di cactus mi fanno concentrare, mentre fioriscono e appassiscono. La loro breve esistenza mi fa mettere a fuoco il fatto che il nostro tempo qui sulla terra sia solo un piccolo frammento nel fluire eterno del tempo. Ammirare e catturare la caduca vita dei fiori di Echinopsis mi ha insegnato che dovremmo davvero rendere la nostra vita esplosiva con la vibrante energia e il colore scioccante che questi fiori insegnano ad apprezzare. Perché non dovremmo cercare di essere “freaky” come questi fiori meravigliosi?

TheLife: Siamo d’accordo con te Greg. Corriamo a procurarci anche noi una Echinopsis, intanto. Hai visto mai?

Qui potete ammirare i bellissimi video in timelapse di Greg Krehel:

Video: https://vimeo.com/122575482 video

Video: https://vimeo.com/102089597 video

Sito ufficiale: http://echinopsisfreak.com/

pg