Il Tasso (Taxus baccata) era considerato una pianta sacra già presso molti popoli antichi e la sua storia è circondata da racconti leggendari e misteri. Il Tasso si diffuse soprattutto dopo l’ultima glaciazione, circa 10.000 anni fa, il legno estremamente duro e durevole nel tempo, ne ha fatto l’albero ideale per la realizzaione di archi, frecce e lance. Ai giorni nostri, la scienza medica ne ha scoperto il forte potere terapeutico contro i tumori di una sostanza contenuta nella corteccia degli alberi di Tasso (il Taxolo, oggi paclitaxel), cosa che ha prodotto un abbattimento massiccio dei boschi e delle piante di Tasso, tanto da metterne seriamente a rischio la sua sopravvivenza. Ancora prima, tra il 13° ed il 16° secolo, la richiesta di legname per fabbricare armi fu talmente elevata da deturpare definitivamente i boschi inglesi e poi spagnoli. Da quel periodo bellicoso, il numero di alberi di tasso in Europa non è mai tornato quello di prima.

Ma la pianta del Tasso veniva sfruttata anche per un’altra caratteristica che l’uomo fece in modo di usare, sempre per fini – diciamo così – amichevoli. Già a partire dal IV secolo si era scoperto che ogni parte della pianta del Tasso era velenosa, in grosse quantità, capace di uccidere persino un uomo.

Il veleno del Tasso era utilizzato infatti per rendere più micidiali le punte di freccia e di lancia. Shakespeare racconta come il padre di Amleto fu ucciso proprio versandogli nell’orecchio una sostanza estratta dal Tasso. Facilissimo per il Tasso venire soprannominato l’Albero della Morte, diventare albero ornamentale e simbolico nei cimiteri, soprattutto inglesi e francesi.

A fronte di una velenosità intrinseca della pianta, il Tasso è rionosciuto come la pianta più longeva in natura, capace addirittura di non morire mai, per la sua caratteristica, a fine vita biologica, di rinascere dallo stesso tronco. L’ albero di Tasso più antico pare sia quello scozzese di Fortingall, la cui vita è stimata tra i 2000 e i 5000 anni. I dendrocronologi (gli esperti in età degli alberi) possono solo farne una stima, perché il Tasso, dopo i 300 anni comincia a svuotarsi dall’interno, per quel fenomeno di rinascita spontanea di cui dicevamo prima.

Tanto che per gli antichi germanici, il Tasso era l’Albero della Rinascita e nel calendario dei Celti era associato alla festa di Samhain, situata nel mese di novembre, durante la quale si aprivano le porte tra il mondo dei vivi e quello dei morti, la festa antenata dell’odierna Halloween. Si credeva che il Tasso accompagnasse i morti nell’aldilà, proteggendone l’anima, da qui l’uso di mettere ramoscelli di Tasso nelle bare dei defunti e divenne la pianta simbolo dei cimiteri nei paesi germanici.

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