LA CATTEDRALE VEGETALE DI GIULIANO MAURI

On aprile 21, 2017 by Green Dandy

Giuliano Mauri, artista originario di Lodi Vecchia, è il primo artista italiano che nel 1981 entra a far parte del movimento internazionale ART IN NATURE, grazie all’incontro con Vittorio Fagone e Dieter Ronte.

Soprannominato da Fagone “Il tessitore del bosco” Mauri costruisce architetture vegetali, chiamate da Pierre Restany “Architetture dell’immaginario”, con l’intento di recuperare un dialogo profondo con i luoghi.

Mauri costruiva architetture vegetali con l’intento di recuperare un dialogo profondo con i luoghi. In questa direzione si è sempre collocato il suo lavoro, attento a lasciare i segni minimi, essenziali, lievi, nella prospettiva di una sorta di continuità, o di reciproco completamento, tra arte e natura.

“La Cattedrale rappresenta un’idea di magnificenza, un ordine e una sacralità del luogo, ho sempre voluto dare corpo a questa fratellanza che esiste tra il luogo e la sacralità della terra e di questi elementi che si innalzano che sono gli alberi. In questo c’è dentro tutta la filosofia del mio lavoro. Il luogo non mi dimentica e questo mi fa felice, mi piace pensare che la gente lo attraverserà pensando al perché è stata costruita, al perché si è fatta, una domanda che la gente si farà da sé, rendendosi conto che l’opera vale il posto.”(Giuliano Mauri)

la Cattedrale Vegetale di Giuliano Mauri di Lodi – che si inaugura domenica 23 aprile – è uno dei molti progetti incompiuti di Giuliano Mauri scomparso a soli settantuno anni, il 29 maggio del 2009. Finalmente dopo quasi otto anni si è giunti all’inaugurazione di quest’opera monumentale voluta dalla famiglia Mauri attraverso l’Associazione dedicata all’artista scomparso.

L’opera occupa un’area di 1.630 mq ed è costituita da 108 colonne di legno (dal diametro di 1,20 m ciascuna); alta circa 18 m, lunga 72 m e larga 22 m. La struttura ospita 108 querce e ne guiderà la crescita. La Cattedrale è stata realizzata dal Comune di Lodi con il sostegno della Regione Lombardia, di grandi nomi dell’arte Italiana, di sponsor privati e con il Patrocinio de La Triennale di Milano – come garante della qualità culturale del progetto.

I lavori per la realizzazione della struttura lignea sono iniziati all’inizio di maggio del 2016 e sono terminati il 20 ottobre. A novembre, dopo la messa in sicurezza dell’opera – alla presenza degli sponsor, dell’amministrazione comunale e di numerosi visitatori – una trentina di bambini, di due classi delle elementari di una scuola di Lodi, hanno dato vita alla Cattedrale Vegetale, piantando alcune querce, di 60 cm di altezza, all’interno delle colonne di legno che compongono le 5 navate. Il lavoro di piantumazione è stato terminato nei giorni successivi. Ognuna delle 108 colonne che compongono l’opera ospita una quercia e ne accompagna la crescita. Con il tempo gli alberi andranno a sostituire la struttura lignea, formando così una vera Cattedrale Vegetale.

Esistono altre due cattedrali di Mauri in Italia, ad Arte Sella (Borgo Valsugana, Trento, 2001) e al Parco delle Orobie (Bergamo, 2009), visitate ogni anno da migliaia di visitatori.

 “Credere in un luogo di culto e di aggregazione, dove esiste solo la natura con la sua forza e i suoi silenzi; contemplare il cielo e pregare ognuno a proprio modo, o semplicemente lasciar fluire i pensieri, essere dentro l’opera.”

Le sue opere, costituite solo da materiale naturale, vivono nel vero senso del termine, seguendo il naturale ciclo di vita, senza modificare il paesaggio in modo invasivo, ma entrando in un intimo rapporto con esso; proprio per questo non può essere associato alla Land Art.

Mauri con la sua arte tocca aspetti culturali profondi, che coinvolgono nel loro insieme la storia; con una forte attenzione storica, studia la memoria dei luoghi; l’antropologia, la poesia, la filosofia, la letteratura, la sacralità, sino ad arrivare alle forme primordiali. Un impegno ecologico, come unico mezzo per dare risposta ai mille dubbi dell’uomo. Un ritorno alle origini, il riavvicinamento dell’uomo, ora mai civilizzato, alla natura.

Interviene il critico d’arte Philippe Daverio. Segue un concerto dell’associazione Franchino Gaffurio.

Come arrivare: dalla stazione di Lodi si raggiunge a piedi in 15 minuti circa (subito dopo il Ponte sull’Adda, a sinistra).

 

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