Cangiari, come “cambiare”

On febbraio 27, 2017 by Green Dandy

CANGIARI vuol dire “cambiare” in idioma calabrese.

La Calabria è una regione stupenda del nostro sud, con gente meravigliosa, forte e accogliente, ma è anche una terra con gravi problemi sociali ed economici. Diversi anni fa, un gruppo di cooperative sociali, diede vita a GOEL, una comunità di riscatto che iniziò un’avventura piena di speranza volta a cambiare la Calabria, in diversi modi e in diversi ambiti.

Ed è così che un gruppo di giovani donne calabresi si rivolse a GOEL, con la volontà di salvare l’antica e prestigiosa tradizione della tessitura a mano che stava naufragando nell’oblio. In Calabria la tessitura affonda le sue radici nella Magna Grecia, e fino a cinquant’anni fa molte famiglie calabresi possedevano un telaio a mano in casa e autoproducevano gran parte dei propri tessuti. Le giovani donne che si rivolsero a GOEL decisero di recarsi dalle poche anziane “majistre” ancora viventi nel territorio. La majistre non sono semplici tessitrici, erano le maestre che “programmavano”, imbastivano, tutti i telai a mano del territorio. Un’arte complessa e sofisticata: nei telai vi sono fino a 1.800 fili di ordito che bisogna far passare nei “licci” in un preciso ordine matematico per produrre un determinato tipo disegno di tessuto. Cresciute in altri tempi, spesso le majistre non avevano potuto imparare a leggere e a scrivere, e per ricordare queste complesse programmazioni matematiche – moltiplicate per ciascuna delle textures che ritenevano nei propri “archivi” professionali – avevano escogitato dei trucchi mnemonici per ricordarle: delle nenie, delle cantilene, nei cui versi era sapientemente nascosto l’ordine matematico di passaggio dei 1.800 fili nei licci del telaio. Queste nenie erano rimaste nascoste per secoli, le majistre le hanno tramandate da madre in figlia, custodendole gelosamente. Vedendo che le loro figlie non erano più interessate, le hanno rivelate alle giovani donne che oggi producono i tessuti CANGIARI, che le hanno trascritte su carta, preservando così un grande patrimonio di tessuti di matrice grecanica e bizantina. Queste giovani donne hanno poi restaurato o ricostruito antichi telai a mano, di legno, sul disegno locale, rimettendosi a tessere e divenendo esse stesse le nuove giovani majistre.

Ma per tessere un metro lineare di tessuto fatto a mano (non più largo di 70/80 cm) servono da 3 a 6 ore di appassionato lavoro! Un tessuto prezioso e costoso, dunque, che poteva essere adeguatamente retribuito solo in un mercato di fascia alta. Per questo GOEL decide di dar vita a CANGIARI, il primo marchio di moda etica di fascia alta in Italia. Ma non bastava il telaio a mano, CANGIARI doveva essere un progetto etico a 360°, rimanendo al contempo fashion e di alta qualità. L’etica dappertutto dunque. Etica nei materiali: divenendo il primo marchio di fascia alta che usa solo ed esclusivamente materiali bio, certificati G.O.T.S.. Etica nella filiera di produzione: filiera cooperativa e partecipata dagli stessi lavoratori, luogo sociale di inserimento lavorativo anche di persone svantaggiate. Etica nel messaggio del brand: un lifestyle raffinato ma che si fonda sui valori della sostenibilità ambientale e sociale.

Info: cangiari.it

pg