Un’alga salverà il mondo dalla plastica?

On gennaio 25, 2017 by Green Dandy

Kosuke Araki, Noriaki Maetani e Akira Muraoka, con il loro progetto “AMAM for AGAR Plasticity”, sfidano l’onnipresente plastica nel packaging, utilizzando una sostanza ricavata dalle alghe, l’agar-agar, un ingrediente conosciuto soprattutto in cucina per le sue proprietà addensanti e gelatificanti.

In consenso è stato subito attestato dalla vincita del Grand Prix ai Lexus Design Award 2016 che ce lo ha fatto conoscere in occasione dello scorso Fuori Salone a Milano, in Zona Tortona e che ha già trovato diverse applicazioni, soprattutto nell’ambito del packaging dei prodotti alimentari.

I tre designer  hanno scelto l’agar per la loro innovazione per l’estrema versatilità di questa alga, come hanno dichiarato a MarieClaire qualche mese fa:

La sostanza si presenta porosa, con una struttura estremamente leggera, nonostante il volume“, spiegano i designer. “Avendo compreso le peculiarità intrinseche del materiale, abbiamo subito pensato al suo utilizzo come materiale da imballaggio. Le merci sono generalmente spedite avvolte in materiali plastici. Una volta aperte le confezioni, ben presto diventano rifiuti. Per favorire l’utilizzo efficace e sostenibile delle risorse naturali, è diventato indispensabile trovare degli elementi sostitutivi biodegradabili“.

È una sostanza naturale e quindi le forme geometriche precise sono molto difficili da ottenere“, spiega Kosuke Araki di AMAM. “Ma a volte, queste distorsioni possono aggiungere fascino al risultato finale“.

Alice Rawsthorm, uno dei membri della giuria dei Lexus Award, ha spiegato le ragioni della scelta di AMAM. “Il loro è un esperimento coraggioso e ambizioso“, spiega. “AMAM affronta uno dei maggiori problemi d’inquinamento del nostro tempo. I designer hanno fatto enormi passi in avanti durante gli ultimi mesi, in particolare nell’ideazione di una vasta gamma di possibili applicazioni pratiche per il materiale“.

AMAM conta di entrare presto nel mercato per combattere al più presto i disastri ambientali prodotti da decine di tonnellate di rifiuti da confezioni: “Il prossimo passo sarà quello di industrializzare il materiale. In cinque anni, vogliamo che tutto il packaging usato nelle spedizioni utilizzi l’agar. E poi ancora: le buste di plastica, le penne, o anche tutta la plastica…“, conclude Araki.

p.g.