Dalla spazzatura nascono mobili di design autopulenti

On gennaio 25, 2017 by Green Dandy

Presentati lo scorso novembre al Biofabricate (il Summit annuale degli States delle aziende che producono biomateriali di coltura) i pezzi di arredo nati dalla joinventure tra Ecovative e bioMASON: la prima è un’azienda specializzata nel creare packaging sostenibile a partire dai funghi, l’altra è una compagnia che sta mettendo a punto degli innovativi eco-mattoni sfruttando le potenzialità dei batteri. Insieme, hanno combinato le loro competenze in bioedilizia e ecodesign per dare vita a una linea di mobili interamente creata con microrganismi e funghi.

I tavoli e le sedie così creati hanno tutte le qualità che ci si può aspettare da un prodotto basato su materiali tradizionali, ma con notevoli punti di forza in più. Ad esempio, il risultato è completamente atossico proprio perché non usa altro che elementi naturali senza alcun trattamento chimico, a tutto vantaggio della qualità dell’aria indoor. In secondo luogo, il processo di produzione – proprio perché sfrutta l’azione naturale dei microorganismi – consuma una quantità di energia nettamente minore.

Ecodesign, da funghi e batteri gli eco-mobili autopulentiI prodotti presentati a Biofabricate 2016 usano funghi e rifiuti agricoli per realizzare le gambe dei mobili, mentre la seduta è ottenuta dal biocemento messo a punto da bioMASON, che di fatto cresce grazie ai batteri con uno sviluppo in qualche modo simile a quello dei coralli. Alla sabbia viene aggiunta una soluzione specifica e i microrganismi necessari, che nutrendosi e avvolgendo i cristalli di sabbia creano cristalli di carbonato di calcio. Fattore da non sottovalutare: dato che è un elemento ancora vivo, conserva la capacità di assorbire gli agenti inquinanti e quindi pulire l’aria. In pratica, il risultato è un mobile non solo toxin-free e a bassissimo impatto, ma anche autopulente.

Se realizzare queste opere è tecnicamente possibile, resta però da sciogliere il nodo dei prezzi. Infatti il processo di produzione consente sì dei risparmi, ma la scala su cui si muove attualmente non permette di arrivare ad essere davvero competitivi. Per questo, spiega l’Ad di bioMASON Ginger Krieg Dosier, il prossimo passo nell’ambito di questa collaborazione con Ecovative sarà quello di limare le diverse fasi del processo di produzione e, in parallelo, contattare aziende locali e tentare di fare rete per abbattere i costi finali.

Fonte: rinnovabili.it/ecodesign