vegan-creamDopo i principi attivi euforizzanti e rasserenanti della neurocosmesi e le formule hi-tech antietà concepite in laboratorio “srotolando” le eliche del Dna, la tendenza in cosmetica premia l’eco-beauty in tutte le sue declinazioni. Secondo Cosmetica Italia (cosmeticaitalia.it), continua l’interesse e il consumo privilegiato dei prodotti a connotazione naturale (+2,2 per cento delle vendite nel canale erboristeria previsto a fine 2016, con un valore di circa 430 milioni di euro), mentre secondo l’agenzia americana Grand View Research, le creme green arriveranno a toccare quasi i 16 miliardi di dollari di fatturato a livello globale nel 2020.
In questo contesto si sta diffondendo, in particolare, l’offerta di cosmetici vegani, che dichiarano di non contenere nulla che derivi dagli animali o dal loro sfruttamento e riconoscibili per le certificazioni, come Qualità Vegana o Vegan, che di solito si affiancano a Icea e Lav.
«Scelta “obbligata” per chi abbraccia la filosofia vegan, che estende il lifestyle cruelty free a ogni aspetto della vita, cosmetica e accessori inclusi (no alle spugne marine, ai pennelli di setole, ai pettini d’osso e così via), questi prodotti sono apprezzati anche da chi, pur non essendo vegano, ama i cosmetici rispettosi sia della pelle sia dell’ambiente e i suoi “abitanti” tutti e che trasmettono per estensione il concetto di natura», dice il cosmetologo Umberto Borellini, Università di Pavia.
I cosmetici “vegan-friendly” abbracciano tutte le categorie di prodotti, dai detergenti alle creme, passando per i make up (smalti inclusi) e sono orami facilmente reperibili anche on line nei portali di e-commerce dedicati, come bioveganshop.it e ecco-verde.it, oppure nei siti stessi delle aziende produttrici, come agronauticosmetics.com/it/ e alkemillacosmetici.it, mentre per chi desidera affidarsi ai canali tradizionali ci sono i negozi specializzati bio e le erboristerie. Accanto a questi cosmetici vegan propriamente detti, ci sono i prodotti che a questi s’ispirano e formulati da diverse case cosmetiche che, sia per assecondare il sentimento animalista sempre più diffuso sia, in alcuni casi, per una maggior sicurezza del prodotto (e minor costo a parità o qualità superiore), scelgono di sostituire i principi attivi derivati dagli animali con analoghi estratti dai vegetali.
«L’olio di jojoba, idratante e emolliente, seboaffine e non comedogenico, per esempio, ha proprietà assimilabili alla lanolina derivata dal vello di pecora, mentre lo squalene animale, utilizzato soprattutto per potenziare la funzione barriera della pelle, è egregiamente sostituito dallo squalano, il corrispettivo vegetale che abbonda negli oli vegetali, soprattutto d’oliva e d’arachidi, nella crusca di riso e nel germe di grano».
La betaina, derivata dalla barbabietola da zucchero è idratante e umettante come l’acido ialuronico da animali.
«L’alga marina Aosa (Ulva), tonificante e antirughe, è simile all’elastina della pelle e stimola il collagene naturale, sostituendo quello animale, già caduto in disuso dopo “mucca pazza”», conclude Borellini.

Fonte: LaRepubblica.it, Anche le creme diventano “vegan ok”, di Claudia Bortolato