Viaggi senza scorie

On dicembre 28, 2016 by Green Dandy

4-2-1_biojetIl futuro dei trasporti aereo? É nei biocarburanti. Un passo necessario, visto che le emissioni del settore rappresentano già il 12 per cento dei tutto il comparto, e che, se il numero dei passeggeri continuerà a crescere, potrebbero triplicare entro il 2020. Per questo la Iata si è data come obiettivo una riduzione dell’1,5 per cento dei consumi ogni ano. Traguardo che le compagnie aeree hanno abbracciato con entusiasmo, in modo da ridurre i costi e aumentare i ricavi. Il primo volo alimentato con carburanti green è stato sperimentato nel 2011 da Lufthansa, e molte compagnie hanno seguito la sua scia. Come Klm/AirFrance e Etihad che, in partnership con Boeing e il Masdar Institute of Science and Technology di Abu Dhabi, ha lanciato il progetto BIOjet Abu Dhabi: Flight Path to Sustainability.

Un programma di ricerca che ha come obiettivo quello di creare negli Emirati Arabi Uniti una filiera completa per la produzione e la distribuzione di biofuel. Il processo partirà dalle potenzialità delle piante alofite, che vengono innaffiat con acqua marina e crescono nel deserto. In questo campo si sta facendo strada anche un’azienda italiana, la Sunchem Holding, che a luglio ha fatto volare, insieme con Boeing e South Afrian Airways, e con il sostegno del Wwf, il primo volo da Johannesburg a Cape Town alimentato al 50 per cento con un nuovo biocarburante prodotto con il seme Solaris, brevettato alla società ligure. Un particolare seme di tabacco non ogm che non contiene nicotina, realizzato grazie alla collaborazione con l’Università di Piacenza.

L’Azienda italiana spera di poter replicare presto l’impresa anche in Italia dove si sta definendo un protocollo di intesa con Boeing Italia, Eni, Alitalia, Delta Fina e centri di ricerca, denominato FIBISA, Filiera integrata biocarburanti sostenibili per l’Aviazione.

 

Fonte: TheLIFEStyle Journal, cartaceo, ottobre 2016, “Sul jet che vola a tabacco”, di Emanuela Meucci