Dalle botteghe al territorio con una filosofia ecologica

On dicembre 21, 2016 by Green Dandy

Trento, Siror o Riva: ognuno si porta dietro un’identità

C’era una volta Babbo Natale. Era ghiotto di dolciumi, specie quelli che sapevano di fatto in casa. Portava giocattoli: resistenti come il legno, caldi come la lana, morbidi come la neve. Se credete che questa storia non sia finita amate certamente i Mercatini di Natale.

Una tradizione medioevale, che dal Nord Europa ha ormai da una ventina d’anni messo radici sulle nostre Alpi. «Trento ci ha creduto tanti anni fa e ha avuto la capacità di fare crescere il suo mercatino in una cornice suggestiva che da piazza Fiera si è estesa alle pazze più belle della città diventando, da metà novembre all’Epifania, catalizzatore di tante altre iniziative, che permettono di scoprire i piaceri del territorio e la sua proposta culturale: dal Muse al Castello del Buonconsiglio, dal museo diocesano all’offerta gastronomica di ristoranti e trattorie che costellano le vie del centro». L’amministratore unico di Trentino Marketing, Maurizio Rossini, sottolinea il primato di una formula capace di attrarre turisti. Conferma ne sono i mercatini che si stanno diffondendo in quasi ogni angolo del Paese. «Imitazioni? Ne siamo orgogliosi. L’idea è vincente ed è normale che altre città cerchino di farne un proprio prodotto turistico. La differenza, per essere riconosciuti come mercatino di riferimento, è la capacità di riuscire a entusiasmare ogni anno gli ospiti, rinnovando sempre, e stimolarli a tornare».

Cinquecentotrentamila visitatori nel 2015: i numeri più alti sono nel capoluogo, che quest’anno ha scelto di tingere di verde i suoi mercatini: le 92 casette disseminate tra Piazza Fera e Piazza Battisti — aperte fino al 6 gennaio tutti i giorni alle 10 alle 19.30, escluso il 25 (chiusura) e il 26 (apertura ore 14/19.30) — hanno ottenuto la certificazione «100% energia pulita Dolomiti Energia». Per mangiare ci sono a stoviglie lavabili e compostabili e piatti di pane; per lo shopping i sacchetti di frutta. Poi le eco-mappe e il gioco «green», sulla App e, per la prima volta, una casetta dedicata al cibo senza glutine.

Nella vicina Rovereto c’è il Natale dei popoli, che quest’anno ha come Paese ospite la Grecia, ed espone tra l’altro il presepe di Lampedusa, fatto con il legno delle arche dei migranti, e quello di Betlemme, in legno di ulivo. Perché forse non lo sapevate: il presepe artigianale è anche una tradizione trentina. A Miola di Piné, ad esempio, c’è «El paés dei presep», con le statuine realizzate a mano dagli abitanti del borgo. Presepi di ogni genere sono in vendita nel mercatino di Arco, così come pantofole in stile tirolese, maglioni d’alpaca, sciarpe, guanti e cappelli, candele, angeli in vetro soffiato, fiori in legno, feltro artistico, giocattoli (in legno e non) e i prodotti tipici della gastronomia locale. Tra un regalino e un sorso di brulé di mele, chi va per mercatini ad Arco trova artisti di strada, spettacoli pirotecnici, installazioni artistiche (con gli omaggi al pittore Giovanni Segantini e al pioniere dell’aeronautica italiana Gianni Caproni), animazioni per grandi e piccini.

A misura di bambino, in particolare, il mercatino di Levico Terme: una favola che prende vita nel parco secolare degli Asburgo, con la fattoria degli animali, i bosco degli elfi, e la Christmas Band ogni sabato e domenica dalle 14 alle 18. La casa di Babbo Natale? Portateli a Riva del Garda: il profumo di biscotti li indirizza fino alla Rocca, dove il vecchio pancione racconta fiabe mentre gli elfi fabbricano giocattoli. Lì, i bambini fino ai 12 anni possono frequentare corsi per diventare «elfi qualificati» (fino al 30 dicembre). Se avete ancora voglia di miele e frittelle, e volete assaggiare brazedel e zelten visitate anche Siror, con il mercatino più antico del Trentino e un vero villaggio dell’Avvento. E visto che andar per mercatini è un’occasione per visitare luoghi suggestivi raggiungete Rango, una frazione di leggio Superiore: è uno dei borghi più belli d’Italia.

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Fonte: Corriere della Sera, Dalle botteghe al territorio con una filosofia ecologica, di Caterina Ruggi D’Aragona.