petauro

Siamo abituati ormai a vedere nelle nostre case qualsiasi tipo di “pets”, dalle iguane alle tarantole, ai cani e gatti delle origini più bizzarre. Non è facile, per fortuna, imbattersi nel petauro dello zucchero, il cui nome è già un programma. Piccolo marsupiale originario della zona che comprende Australia, Tasmania, Indonesia e Nuova Guinea, il petauro dello zucchero è così chiamato per la sua caratteristica di prediligere i cibi dolci e per la sua membrana chiamata ‘Patagio’ simile a quella di uno scoiattolo volante. Negli Stati Uniti è già stato “adottato” da svariati anni, ma sono raccomandati solo gli esemplari nati in cattività, abituati alla vita con l’uomo, procurategli però almeno una compagna o un compagno, sono animali sociali. La gestione ideale di questo simpatico marsupiale volante dai grandi occhi languidi è di alloggiarlo in uno spazio (stanza o voliera) ampio, fornito di rami e di ripiani, perché possa mantenersi in forma, saltando di ramo in ramo, o pisolare quando ne avesse voglia.

Attenzione alla temperatura, ottimale tra i 18° e i 24° e per la dieta ricordate che ama  certamente la frutta e la verdura piuttosto dolci, ma se vi innamorate di un petauro fino a portarvelo a casa, siate pronti anche a servirgli insetti vivi, dai quali ricava la sua fonte di proteine, come farebbe se potesse cacciare libero. Simpatico e delicato sì, ma pur sempre un cacciatore.