Tiziano Guardini e la moda etica

On dicembre 19, 2016 by Green Dandy
 

La tua è un’avventura tutta da scoprire. Per ogni affascinante storia che si rispetti, c’è un momento in cui il protagonista capisce che nella vita non può fare altro che seguire la sua passione e riuscire a vivere di quello. Quando hai capito che saresti stato un designer?

Sembra strano ma ogni giorno è quel momento perché quando ti approcci ad un lavoro creativo e lo fai profondamente come tale, non hai binari già scritti e quindi io, quella sensazione di paura ed eccitazione di quando inizi una nuova avventura la sento continuamente. Se però dovessi raccontare questa storia sicuramente ci sono stati due momenti importanti, il primo a circa 11 anni, quando mi sono ritrovato con un blocco di fogli bianchi, una matita e ascoltando la mia compilation preferita, fatta da me in cassetta, mi sono ritrovato a disegnare intere collezioni, divise per stagioni e con temi specifici. E lì, avevo deciso. Poi per motivi familiari non ho potuto continuare ad alimentare questo impulso e quindi solo dopo una laurea in economia è arrivato il secondo momento. Infatti dopo aver fatto i primi lavori da economista mi sono ritrovato ad essere profondamente annoiato e capendo che non erano i posti dove stavo a non darmi stimoli e gioa, ma era proprio il lavoro che facevo a non essere giusto per me, mi sono fatto coraggio. Mi informai quindi sulle accademie di moda che potessero dare concretezza al mio sogno, ormai quel desiderio si è riacceso.

Le tue creazioni sono definite “abiti scultura” e nascono dall’ispirazione che ricevi principalmente dalla natura e dal mondo che quotidianamente ti circonda. Raccontaci di come nasce l’idea di realizzare un abito interamente fatto di aghi pino, di corteccia o rafia. Per quale tipo di donna li immagini?

Racconto un pò un sogno cioè quello di poter vivere a contatto e in profonda armonia con la natura. Credo che il legame con questo pianeta sia fondamentale e soprattutto è importante ritornare a sentirlo profondamente. Noi abitiamo questo mondo e a volte, oltre a darlo per scontato, lo trattiamo come se ne fossimo i padroni e come se lui fosse disposto a sopportare ogni nostra violenza. Noi semplicemente lo abitiamo. Premettendo questo, nasce “naturale” la creazione di abiti con una tale filosofia in cui non voglio ricreare delle forme che ricordano la natura, ma entrarci in sintonia, in un legame di squadra come se fossimo una cosa sola, si tratta di quel legame uomo-natura di nuovo ritrovato. Il messaggio è questo e sicuramente gli abiti scultura hanno permesso di esprimerlo chiaramente. Il prossimo obiettivo è quello di permettere alle persone di vivere quotidianamente in armonia con la natura attraverso capi che mantengano la stessa filosofia, attraverso lavorazioni e materiali molto ricercati che permettono di vestire questa donna che si rigenera proprio perché ritrova il suo legame con l’energia e con la terra e quindi, e quindi con la vita.

Quanto tempo ci vuole per realizzare uno dei tuoi abiti? Come organizzi il tuo lavoro?

Dipende, ormai ho smesso di pianificare, infatti quando mi chiedono di fare un vestito faccio dei calcoli molto lunghi così da riuscire a rientrarci, ma faccio sempre corse e nottate anche perché essendo materiali e lavorazioni sperimentali non so mai come muterà il progetto rispetto alla visione finale. Comunque, quello che mi ha impegnato di più, è il tubino fatto con i petali delle pigne, ci sono voluti tre mesi a partire dalla raccolta che di solito faccio nei parchi dove costantemente il mio corpo richiede di immergersi. Poi ancora la pulitura, la selezione e il ricamo finale. Un aneddoto che non mi scorderò mai è legato a quando facevo il vestito con le cortecce nel parco di Villa Panphili. Iniziai a raccogliere da terra le parti che mi interessavano e due signore, sedute su una panchina poco distante, mi seguivano con lo sguardo e così ad un certo punto mi chiesero che cosa ci facessi, ed io, non avendo il coraggio di spiegargli. Risposi che le raccoglievo perché mi piaceva il profumo e loro quindi decisero di fare lo stesso.

Trattandosi di “Natural Couture”, quindi come abbiamo detto, tutti abiti con componenti naturali, c’è da fare i conti con il deperimento degli elementi. Come ti rapporti a questo? Come ti fa sentire impiegare così tanto tempo per un prodotto che purtroppo non rimarrà integro nel tempo?

Come nella natura tutto ha un corso e nulla è eterno, non vivo il loro deperimento con dramma se non per alcuni pezzi per i quali mi dispiace fortemente, soprattutto per il primo abito fatto. Non mi piace alterare il loro colore, il tatto o l’odore, quindi li lascio così. Se c’è una cosa che mi dispiace è quando gli altri non sentono la loro delicatezza e pretendono di maneggiarli come abiti.

Già da tempo nella moda si sente parlare di etica. Di recente la Camera Nazionale della Moda Italiana, ha approvato in merito delle linee guida per tutte le aziende che producono abbigliamento e accessori. Considerato che l’ethical fashion è una caratteristica intrinseca delle tue creazioni, cosa ne pensi al riguardo? Si tratta di un traguardo o c’è ancora molta strada da fare?

Solo il fatto che se ne parli è un ottimo traguardo, ma non quello finale. Come hai precisato, sono indicazioni e non regole rigide. Credo fortemente nella libertà e quindi non credo in norme da imporre dall’esterno perché  se non si sente profondamente questa scelta alla fine si imbroglierà e si cadrà in compromessi con tempi imposti dal fashion system. Sono convinto che principalmente devo mettere valore con la mia vita in ogni cosa che faccio, quindi etico ed ecosostenibile costantemente. Dal porre attenzione nelle piccole cose come il non lasciare la luce accesa in stanze in cui non sto cercando tessuti da lavorare all’essere in armonia con la vita. […]. Il mio progetto è quello di creare una moda ecosostenibile che mantenga tutte le caratteristiche di ricerca, di tendenza, di originalità, di bellezza di una collezione di moda proiettata nel futuro e, allo stesso tempo, usare materiali e lavorazioni ecosostenibili ed etici.

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Fonte: SnapItaly.it, “Tiziano Guardini, un mondo fatto di Natural Couture”.