IL LATO OSCURO DEL CAFFE’

On ottobre 1, 2016 by The Lifestyle Journal

Na tazzulella ‘e cafè cantava nel 1977 Pino Daniele celebrando così la celebre bevanda amata in tutto il mondo, e specialmente in Italia. Ma non sempre gli effetti del caffè sono salutari, almeno secondo uno studio pubblicato su Critical Reviews in Food Science and Nutrition. Gli autori sostengono che, se il consumo di caffè può aiutare a prevenire diverse malattie croniche, tra cui diabete mellito di tipo 2, Parkinson e patologie del fegato come cirrosi e carcinoma epatocellulare, allo stesso tempo però non solo favorirebbe l’innalzamento del colesterolo, ma sarebbe da associare a un aumento dei fattori di rischio per disfunzioni cardiovascolari come l’ipertensione.

Nessun problema per gli adulti che si limitano a 3 tazzine al giorno, per i quali ci sarebbero solo benefici, come una corroborante stimolazione del sistema nervoso, per non parlare degli atleti che spesso lo utilizzano come supplemento energetico prima di un allenamento.

Ma, ammoniscono i ricercatori, attenzione a non esagerare, specie per i soggetti più vulnerabili come bambini, adolescenti, anziani e soprattutto donne in gravidanza: superare i 300 mg quotidiani incrementerebbe la probabilità di aborto spontaneo o una crescita fetale alterata. Se si esagera l’effetto stimolatorio della bevanda nera sulla secrezione gastrica causerebbe danni al sistema digerente per via dell’elevata acidità dei succhi riversati nello stomaco, motivo per cui il caffè è controindicato se si soffre di ulcera, gastrite o reflusso gastroesofageo.

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E, se esiste l’ora del tè, c’è anche il tempo più appropriato per sorseggiare caffè: la caffeina infatti rimane presente nel sangue per un periodo compreso tra le 6 e le 14 ore, quindi, per evitare disturbi del sonno, andrebbe consumata non oltre le tre del pomeriggio.