L’Accademia dei Georgofili continua con lungimirante prepotenza la sua attività divulgativa del verde ospitando l’8 maggio a Firenze il convegno “Biodiversità e diversità di forme: le nuove declinazioni del verde in città”, presso il Parco delle Cascine nell’ambito degli eventi programmati per Flora Firenze – Esposizione Internazionale Piante e Fiori 2015. Il Convegno è rivolto non solo al mondo del florovivaismo e della progettazione del verde, ma anche ai tanti attori che con questo mondo dialogano e collaborano a tutti i livelli. Durante i numerosi incontri del convegno s’intende stimolare l’attenzione sull’importanza del verde urbano, sottolineandone gli effetti positivi sulla vivibilità delle nostre città e dunque sulla nostra salute.Foto 1

Con questo richiamo culturale eccellente l’accademia fiorentina cerca di legittimare e spingere una “green attitude”, un’inclinazione trasversale verso la natura, che raccolga diversi esempi di progettazione sostenibile del verde urbano. A questo scopo si fa anche sostenitrice delle potenzialità del florovivaismo nazionale evidenziando le opportunità rappresentate dalle piante mediterranee nella progettazione del verde. Il clima italiano, dal Sud al Nord, permette la produzione di un gran numero di specie ornamentali, con standard qualitativi molto elevati, che possono essere utilizzati per la realizzazione di aree verdi urbane di pregio in ambito nazionale e internazionale.Parco

Il convegno ospiterà archistar e paesaggisti di fama internazionale per rispondere a quesiti urgenti come la promozione della consapevolezza e conoscenza delle piante nel quotidiano, la biodiversità come strumento di rilancio del florovivaismo, l’apprezzamento delle piante mediterranee per rispondere alle nuove istanze del mercato florovivaistico, la gestione qualitativa del verde urbano per avvicinare culturalmente i cittadini alla natura e lo sviluppo di un’inclinazione al verde attraverso l’analisi di casi-studio di progettazione sostenibile.

Foto 2Questi scambi sono alla base di un miglioramento della fruizione estetica del verde e soprattutto costituiscono un avvicinamento all’immenso patrimonio paesaggistico italiano, attraverso un coinvolgimento di tutto il tessuto sociale chiamato ad essere il traino di un’economia che possa offrire al florovivaismo italiano un ruolo ancora più importante di quello di cui già gode. Lo sfruttamento sano e consapevole del verde è fortemente restitutivo ai fini del benessere psicofisico di tutti gli individui e della società di cui fanno parte, alla luce di questa convinzione il convegno si fa paladino di sinergie necessarie per un riscatto culturale del paese.

di Maury Dattilo