E’ stata inaugurata a Cà dei Carraresi a Treviso la mostra fotografica dedicata a BioCasa_82 

vista serale
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la prima casa Bio costruita nel rispetto del territorio e delle generazioni future. BioCasa_82 è la prima residenza privata in Europa ad aver ottenuto il prestigioso attestato di conformità al più alto livello del protocollo LEED, con un punteggio di 117 su un massimo di 136, tra i 5 al mondo ad aver conseguito i più alti punteggi; voluta da Enrico e Claudia Moretti Polegato si caratterizza proprio per gli aspetti progettuali che si distinguono per le caratteristiche di innovazione e di applicazione delle pratiche di sostenibilità e comfort nella realizzazione di edifici.

L’energia è auto prodotta da fonti rinnovabili grazie ad un impianto fotovoltaico e ad un impianto geotermico ad altissima efficienza. Da uno studio condotto sulla sostenibilità climatica, è stato mostrato come il carbon footprint prodotto dall’edificio, sia inferiore rispetto alle costruzioni tradizionali del 60%. Ma ogni particolare della residenza è studiata e realizzata nel rispetto dell’ambiente e nella ricerca della naturalità.

Dietro il sogno, oggi realizzato a Montebelluna, nel trevigiano, del presidente di Diadora e di sua moglie c’è l’incontro con Giovanni Fabris, filosofo del concetto di living ideale, che con Welldom, la sua società che si occupa di interventi di nuova costruzione e di restauro con massima attenzione ad efficienza e sostenibilità, ha coordinato il progetto dalla fase iniziale, all’engineering e allo studio dei materiali, appoggiato nella progettazione da Studio Arplan dell’architetto Rosario Picciotto.

«Sognavamo una casa che esprimesse coerenza tra i nostri valori e la responsabilità sociale nei confronti del territorio e delle prossime generazioni. La nostra è una casa naturale anche a livello ‘multisensoriale’ , soprattutto grazie ai materiali: tanto legno, ma anche cemento armato con una particolare finitura cerata che lo rende ‘caldo’ e vetro, che permette di dialogare con la natura esterna; tutto questo in un incredibile silenzio che la rende davvero un’isola felice», ci racconta la coppia, che, parlando di questo progetto, spera di essere anche di ispirazione e stimolo per chi deve restaurare o pensare ad una casa, che rispecchi i valori etici e di sostenibilità che sempre più ognuno di noi sente fondamentali.