Corylus avellanaNon si può certo dire che l’inverno sia una stagione morta per il giardino. Ci sono piante invernali e che in questo periodo mostrano il meglio di sé. Da sole, possono riscaldare una fredda passeggiata di febbraio, invogliando i più intrepidi a compiere piccole escursioni in campagna o nei parchi cittadini. Ci sono piante da coltivare in inverno e piante in parti dimenticate del proprio giardino da rinvigorire: in diverse occasioni, infatti, mi permetto di accompagnare i clienti in un’esplorazione ragionata delle loro proprietà dalla quale, spesso, nasce una nuova consapevolezza dello spazio di cui si dispone. Si scoprono così piante invernali nascoste, trascurate o ingiustamente sottovalutate.

Una di queste piante da coltivare in inverno è “bistrattate” é la pianta del nocciolo. Pianta rustica, di poche pretese colturali, il nocciolo si adatta ad ambienti di collina e pianura, anche urbani, dove è apprezzabile soprattutto per la fioritura invernale. Quando buona parte del giardino è spoglia e molte piante non osano nemmeno sfidare la rigidità del clima, il nocciolo si prodiga in una ricca fioritura. In realtà il singolo fiore è tutt’altro che appariscente: quelli femminili sembrano piccole gemme, quelli maschili sono minuscoli fiorellini gialli. Questi ultimi, tuttavia, sono riuniti in infiorescenze filamentose – che i botanici chiamano amenti – le quali scendono dai rami in una sorta di cascata dorata. Impossibile non rimanerne colpiti, soprattutto quando la fioritura si staglia contro un cielo azzurro e terso.

Gli antichi apprezzavano molto il nocciolo, tanto che il suo nome scientifico, Corylus avellana, deriva dal greco κορις, elmo, e dalla cittadina campana di Avella, dove è coltivato da secoli. Oggi, in campo giardinistico, è caduto un po’ in disuso, sebbene possa essere utilizzato con successo soprattutto nei giardini di maggiori dimensioni. Chi volesse cimentarsi in una piccola collezione può sperimentare le varietà ‘Purpurea’, caratterizzata dal fogliame di colore rosso intenso, ‘Contorta’, riconoscibile per i rami tortuosi, talvolta annodati su loro stessi, oppure la varietà ‘Red Majestic’ che riassume le peculiarità delle precedenti. Per evitare delusioni, è bene ricordare che le varietà ornamentali difficilmente regalano frutti grandi e gustosi; in ogni caso, tuttavia, il loro legno, almeno secondo le credenze popolari del nord Europa, è ottimo per la produzione di… bacchette magiche!

 

Luca Masotto

progettista HD Garden

www.hdgarden.it